AVVISO
Questo camino sarà visionabile presso la nostra sede a partire dal 18 novembre 2025.
Il Camino Déco: Antico, Moderno o… Futurista?
Il camino Art Déco è, a tutti gli effetti, antico, moderno e persino futurista.
È antico, perché può fregiarsi del titolo di camino d’epoca, essendo stato costruito quasi esclusivamente tra il 1920 e il 1940, in pieno periodo Art Déco.
È anche moderno: le sue linee geometriche, rigorose ed essenziali, lo rendono ancora oggi attualissimo. Questo stile venne ufficialmente consacrato nel 1925, in occasione dell’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi, da cui prende il nome.
Una curiosità: in Francia, patria dell’Art Déco, gli antiquari preferiscono il termine (secondo loro più raffinato) di "Style 1925" anziché l’espressione comune "Art Déco".
A mio parere, questo stile è soprattutto futurista. Lo è in modo coraggioso, considerando che nacque nel pieno dominio dell’Art Nouveau, fatta di curve sinuose e decori floreali. Fu adottato fin da subito da architetti, arredatori e artisti del movimento Futurista, noto in Italia anche come Modernismo.
Rigore & Colore: La costruzione dei camini Déco, prevalentemente francese, si fonda su due principi chiave: Rigore e Colore.
1. Rigore
Il design è essenziale, fatto di lastre marmoree levigate, senza sculture sporgenti. Le decorazioni si limitano a solchi geometrici, talvolta profondi, talvolta appena accennati.
Le gambe, ad esempio, presentano i cosiddetti “flauti pompeiani”, incisioni verticali che in epoca fascista venivano ironicamente ribattezzate “fasci littori”.
2. Colore
Il colore è l’elemento distintivo dell’Art Déco. Tra i numerosi esempi:
-
Il raffinato colore aragosta di un camino in Pietra di Borgogna
-
La luce calda della Breche dorée
-
L’intensità del Portoro, nero con venature dorate
-
Il verde chiaro caraibico del Cipollino
-
I bianchi marmorei più nobili come Statuario, Arabescato o Calacatta
- Il marmo del caminetto qui presentato é stato cavato alle cave di Estremoz, una città del Portogallo distante poco più di 150 km da Lisbona. E' il tipico "marmo "Rosa Portogallo", costituito prevalentemente da calcite e dolomite. Il colore rosato dipende dalla particolare concentrazione di titanio, manganese e ferro con sporadiche venature grigio scuro. In età romana venne largamente impiegato, soprattutto in località vicine alle cave, come nel Tempio augusteo di Évora. In epoca post antica lo stesso materiale è stato impiegato per la costruzione e la decorazione di castelli e chiese.
-
UNA CURIOSITA': Sapete a che serviva la sua pedana ("plaque au sol") in marmo?!
Tutti pensano che servisse a difendere il pavimento di legno (nelle case dei ricchi borghesi ottocenteschi c'era un solo pavimento, il legno di rovere) dalle faville provenienti dalla bocca del caminetto... Ma la favilla non è così intelligente da fermarsi in quel lembo di circa 30-35 cm... magari scappa un metro più avanti... No, la pedana aveva la funzione di difendere il pavimento in legno dinnanzi al caminetto dalla pulizia del focolare.. Infatti, quando la donna (Scusatemi, femministe alla lettura, ma a quei tempi era SEMPRE la donna ad accudire al fuoco, l'uomo aveva ben altro per la testa... almeno ufficialmente..).. Infatti, dicevo, quando la donna andava a raccogliere la cenere dal focolare tramite la paletta, per quanto attenta che fosse, sempre lasciava cadere qualcosa a terra... ma a terra c'era un prezioso pavimento in legno, le cui fessure si sarebbero presto annerite per via della cenere, e molto presto la parte di pavimento antistante il caminetto sarebbe diventata nera (proprio come il carbone..). Mentre cadendo sulla nostra "plaque au sol", che è di marmo fatta, la cenere la si spazzerà via facilmente..Carina (ed intelligente) la nostra pedana, vero?!