Eran più di due mesi che questo camino, da noi rub… hemm.. acquistato a Montmartre, era arrivato al nostro magazzeno.. Poiché proveniva da un cantiere edile, era tutto smontato in varie parti e pure polveroso, ma già comunicava a chi lo guardava la sua raffinatezza, la sua unicità, insomma la sua Bellezza.
Ora che l’abbiamo restaurato (in verità ha subito solo un necessario quanto affettuoso maquillage) è finalmente giunto in mostra ed io potrò godermelo esaminando, una per una, le sue tante Bellezze e Significazioni.
Partirei dall’elemento decorativo che dona il nome stesso al nostro camino, cioè quella “lavorazione cosmatesca” sdraiata sul frontale, ricca di cerchi avviluppati uno all’altro ed ognuno contenente un fiorellino di campo. Poiché questi rotondi fiorellini apparivano ai parigini molto simili ai rotondi boscottini “Macaron” di cui van ghiotti, i francesi hanno pensato di dare questo dolcissimo nome anche a questo particolare modello di caminetto.
MA QUESTO CAMINO DEVE TUTTO (ARCHITETTURA ESCLUSA) ALL'ARTE ITALICA, DALLA SUA SCULTURA (AVVENUTA IN LUNIGIANA, AI PIEDI DELLE ALPI APUANE) AL SUO RAFFINATISSIMO ED ANCH'ESSO ITALIANISSIMO MARMO.
Questo viluppo di cerchi con disegni all’interno fu inventato dai più importanti mosaicisti della Storia Mondiale, i romanissimi Cosmati, la cui famiglia dominò l’ambito mosaicista per circa 300 anni . Questo lo scrivo per dare a Cesare quel che è di Cesare, cioè per aggiudicare all’Italia d’epoca romana questo merito stilistico che i francesi spacciano per proprio da qualche secolo a questa parte.
Vabbé, ora che abbiam fatto giustizia, andiamo ad esaminare le varie interessanti parti di questo camino:
A) Partiamo dalle sue colonne doriche (le quali si allargano dal basso verso l’alto) , eleganti, finemente scanalate “a doppia gola” e con sculture di foglie d’acanto a far da preziosi capitelli. Una Eleganza , questa delle colonne, che si nota subito.
B) Un Fior di loto, (fiore, questo universalmente ritenuto simbolo di perfezione ed infinito) scolpito in ogni cerchio del frontale;
C) Anche nel suo controcuore in fusione di ghisa d’arte vi sono elementi decorativi e significativi, quali:
D) ) Il profilo di Diana, Dea romana della caccia, dei boschi, degli animali selvatici, della luna, della verginità e protettrice delle donne al momento del parto;
E) Una coppia di “panier fleuri” alla base delle sue fasce naturali, panieri colmi di fiori che in questo caso vogliono essere un augurio di abbondanza. ricchezza e felicità alla famiglia che godrà di quel focolare;
F) Il suo affascinante marmo, Il Paonazzetto, era il preferito di Augusto (il quale era famoso per il detto "Augusto ha trovato una Roma di mattoni ed ha lasciato una Roma di marmi" ed é stato impiegato in tanti monumenti romani oltre che in numerose statue e busti appartenenti agli imperatori romani stessi.
G) IL SUO STILISMO E’, CHIARAMENTE NEOCLASSICO (LUIGI XVI), IL SUO ANNO DI NASCITA E’ DA DATARSI AL PERIODO NAPOLEONE III (1850-1870 CIRCA), LA SUA CONSERVAZIONE NON E' OTTIMALE, BENSI' OTTIMA.