Il camino che sto qui presentandovi si chiama “Parisienne” perché ha avuto una sua parte (magari limitatissima, ma esistente) nell’uscire dalla Rivoluzione Francese e, soprattutto, non tornarci più..
Dovete sapere (ma molti dei lettori lo sapranno già..) che dopo la rivoluzione francese e la decapitazione tramite la ghigliottina di tutti i sovrani, quando Napoleone III prese il comando, decise di dare alla capitale un “look” più moderno demolendo le sue stradine strette ed i suoi vicoli (che, appunto, agli inizi dell’Ottocento avevano permesso la costruzione di barricate durante la Rivoluzione di luglio), decise nel 1852 di affidare al Prefetto Haussmann (poi fatto Barone) il progetto di ristrutturazione della città per aumentarne gli spazi aperti ed esaltarne la bellezza.
Il prefetto Haussmann demolì quasi tutto il centro di Parigi e poi dovette ricostruire le abitazioni demolite, caminetti compresi (a quell’epoca il camino era indispensabile per il riscaldamento)
QUALCUNO DI VOI SI STARA’ DOMANDANDO: “MA QUI, SI PARLA DI CAMINETTI O SI FANNO LEZIONI DI STORIA?!”
EHH… MA PORTA PAZIENZA UN ATTIMO, IN FONDO SENZA LA SUA STORIA UN CAMINETTO E’ .. INSIPIDO!!
E fu così che il nostro Haussmann dovette anche inserire in ogni appartamento almeno un caminetto.. Poiché egli era un funzionario serio, di quelli “di una volta”, insomma, optò per un camino in stile Luigi XIV, un camino con spirito moderato, senza troppi fronzoli e, dulcis in fundo, anche molto “RISPARMIEVOLE !!”
E COSI’ NAQUE IL NOSTRO PARISIENNE, CHE PER I FRANCESI E’ UN CAMINO ADDIRITTURA “PATRIOTTICO”!
SIAMO NELLA SECONDA META’ DELL’OTTOCENTO, SIAMO DINNANZI AD UN OGGETTO ARTISTICO CHE HA FATTO PARTE DELLA STORIA…..CHE E’ STATO SCOLPITO IN BUONA QUALITA’ DI BIANCO CARRARA….CHE E’ STATO ANCHE BEN CONSERVATO DAI PROPRIETARI NEI QUASI DUECENTO ANNI DELLA SUA VITA.