"ARTE FLOREALE", CON QUESTA DEFINIZIONE S'INTENDEVA IN ITALIA IL PRIMO RESPIRO DI QUELLO CHE SARA', DI LI' A POCO, LO STILE LIBERTY O, SE PREFERITE, LO STILE ART NOUVEAU..
E mi piace molto questa italica definizione perché, inutile negarlo, la transizione tra gli stili precedenti l'Art Nouveau e sostanzialmente dominanti il gusto europeo avvenne per gradi, mica si potevano soppiantare d'un sol botto gli stili Luigi XV, Napoleone III e Luigi Filippo (sino a quel momento dominanti l'Ottocento), e così avvenne che i produttori di arredamento, di caminetti ed anche, naturalmente, i doratori che realizzavano specchiere e caminiere, per non "traumatizzare" i loro clienti con un cambio di rotta troppo brusco iniziarono ad inserire su impianti architettonici tradizionali l'elemento decorativo più importante dell'Art Nouveau, l'elemento FLOREALE.
Fu un binomio di grande successo (perché di grande Bellezza, aggiungo io), un melange per nulla azzardato ma, al contrario, garbato ed elegante.
COSI', PER SODDISFARE QUESTE ESIGENZE DI PRUDENZA E DI MERCATO, E' NATA LA SPECCHIERA CHE VI STO PRESENTANDO.
Siamo alla fine del secolo XIX°, siamo in un laboratorio parigino di grande qualità di disegno e realizzazione, siamo dinnanzi ad una conservazione forse al 90% della foglia d'oro iniziale, siamo, insomma, dinnanzi ad un affascinante oggetto la cui storia è quella dei primi venti Liberty europei.