007 Coppia Stemmi, Lucca, Vipere che si mordono la coda.

€ 7.800,00

Larghezza max 68; Altezza max 53

PREZZO IMPONIBILE DELLA COPPIA DI STEMMI € 7.800 COMPRESA CONSEGNA
(VENDITA NON DIVISIBILE)

Vengono da Lucca, questi stemmi, ed erano nel cortile di una casa padronale presso la quale mi ero recato (insieme al "raccoglitore" di allora, oggi illustre antiquario) per acquistare un antico caminetto.. Erano affissi e contrapposti in un ampio cavedio, all'aperto quindi, ma riparati dalle ingiurie più pesanti dall'aggettante cornicione soprastante.. Un erede col quale stavamo trattando un caminetto antico posto in quel palazzo ha ben pensato di venderli prima che altri eredi avessero lo stesso pensiero.

Non li ho mai neppure ripuliti dalle loro antiche polveri, forse per rispetto di queste importanti sculture, forse per poterli mostrare a voi "nature".

In commercio troverete una congerie di stemmi, per lo più fatti stanotte in qualche laboratorio turco, indiano o cinese, questi sono ASSOLUTAMENTE AUTENTICI E DISPONIBILI AD UNA VERIFICA (consiglio per questa stima, l'Opificio delle Pietre Dure, Firenze, lì vi sono persone di grande sensibilità, cultura e, SOPRATTUTTO, sanno quel che dicono o scrivono).

Lo stemma presenta, oltre ai florilegi ed ai nastri di contorno, una, finissima di fattura, vipera che si morde la coda, scuramente l'emblema di una nobile famiglia lucchese (se c'è qualcuno di Lucca che sa, parli, ne sarò felice..). Dimenticavo, la conservazione di queste sculture è PERFETTA.

LA LORO EPOCA NON E' ANTICHISSIMA, IL MARMO BIANCO DI CARRARA E' SINCERO E VIRILMENTE NON NASCONDE LA SUA ETA'. UN ESPERTO DEL SETTORE VI CONFERMERA' CHE IL MOMENTO DI NASCITA DI QUESTA SCULTURA E' DATABILE ALLA SECONDA META' DELL'OTTOCENTO.

NOTA DEL 21 APRILE 2021.
Ho fatto una scoperta che mi ha lasciato basito:
D'Annunzio (dell'uomo  al massimo e con estrema benevolenza posso provare una qualche curiosità, ma del poeta io sono innamorato) aveva fatto della figura di una vipera che si morde la cosa lo stemma della Reggenza Italiana del Carnaro, proclamata a Fiume dallo stesso D’Annunzio l’ 8 settembre 1920.
E sotto la nostra ormai familiare vipera il Gabriele ha apposto la scritta “Quis contra nos?”), tratta dall'Epistola VIII, 31 di S. Paolo ai Romani: “Si Deus pro nobis / quis contra nos?” (“Se Dio è con noi/ chi sarà contro di noi?”).


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