201 AG DAL SETTECENTO VENEZIANO, QUANTA ARTISTICA STORIA!!

€ 32.500,00

Larghezza max 156 - Altezza max 119 - Larghezza bocca 80,5 - Altezza bocca 71 - Profondità 32,5

PREZZO IMPONIBILE € 32.500 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")
Vi confesso di essere molto combattuto, anzi, addirittura confuso, al momento di principiare questo commento perché troppi sono gli argomenti che le sue sculture vorrebbero affrontare, e tutti importanti.
Son giorni che cerco una illuminazione, diciamo così, "unitaria", la quale probabilmente non esiste.

Dopo tanta felice sofferenza (felice perché per un amatore possedere una simile opera é come toccare il cielo con un dito, sofferenza perché vorrei capir tutto di quanto queste figure scultoree certamente intendono comunicare, ma mi sfugge il collegamento ideale tra esse, ammesso che esista. Il fatto é che io "sento" che questo trait-d'union" deve esistere, eccome).

A questo punto, visto che non posso continuare a torturarmi tra dubbi ed incertezze, ho deciso di abbandonare la ricerca della pietra filosofale ed esaminare uno per uno i messaggi che queste raffigurazioni scultoree esprimono. Questo per dare conoscenza a voi almeno di quello che è certo, ma anche perché non escludo che, studiando porzione per porzione questo fantastico e statuario "quadro", non giunga da sé la folgorazione che cerco da giorni.

Partiamo dalla raffigurazione più importante di questa opera, il "BUCRANIO", cioè il teschio del bue che, intervallato dal volto del dio greco Hermes (o, se preferite, del romano dio Mercurio) decora tutto il frontone del camino.
Ci sono sculture di bucrani sin dal 4000 anni avanti Cristo in Mesopotamia, da 2000 anni avanti Cristo in Egitto, poi, moltissimi, a Roma, anche in monumenti importantissimi quali il Colosseo, la tomba di Cecilia Metella oppure nel tempio di Vesta, tanto per citarne alcuni.
 Nel mondo dell’antica Roma il toro è l’animale sacrificale per eccellenza, specie a primavera, quando veniva ucciso ed il suo sangue sparso nei campi. Dove il sangue del toro era cosparso l’erba cresceva più verde e più alta e anche questo era visto come un motivo di sacralità. Era di solito sacrificato al Dio Marte che era sì il dio della guerra ma anche il dio del tuono, della pioggia e della fertilità.

Il toro (e quindi il teschio che lo simboleggia)  significa rigenerazione: Il suo seme deposto nella terra si distrugge ma si rigenera.
Sia per questa speranza di rigenerazione, sia in quanto animale sacrificale il Cristianesimo lo assunse a simbolo di Cristo, che si è immolato sulla croce.

E' incredibile la quantità dei ritrovamenti di raffigurazioni di bucrani in ogni parte del mondo conosciuto, nella stragrande maggioranza abbinati a festoni floreali decorativi, come nel caso del nostro camino.
ED IL MOTIVO DI QESTA ENORME DIFFUSIONE (ALMENO QUESTO E' CHIARO E CERTO) E' SEMPRE LO STESSO: IL BUE (IMPERSONATO DAL SUO TESCHIO) E' UN SIMBOLO AUGURANTE DI RINASCITA, RIGENERAZIONE, RESURREZIONE.

E COSI', PIACEVOLMENTE, QUELLA CIMITERIALE RAPPRESENTAZIONE DEL CRANIO DI BUE ORA CI COMPARE COME UNA SORTA DI PORTAFORTUNA ED IN QUANTO TALE, CARICO DI SIMPATIA.

SARA' QUESTO "AMULETO" A FARCI VIVERE 120 ANNI (COSI' EMULANDO IL BERLUSCA)  O, MEGLIO ANCORA, A FARCI RIGENERARE, RIVIVERE, RESUSCITARE ALL'INFINITO?!


Il commento (che si preannuncia voluminoso come la Treccani) continuerà al più presto. Intanto son contento di aver sdoganato il bucranio, il quale nelle sue vesti cimiteriali mi muoveva a compassione mentre ora lo apprezzo e lo lusingo, nella speranza che, alla mia dipartita, si ricordi di ripescarmi e rimettermi in questo fantastico gioco che è la vita.


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