002 CAMINETTO LUIGI XV "TROIS COQUILLES" SCOLPITO IN MARMO ROUGE ROYAL VERSAILLES

€ 5.400,00

Larghezza max 120 - Altezza max 108 - Larghezza bocca 78 - Altezza bocca 88 - Profondità pianale 38 cm

PREZZO IMPONIBILE € 5400 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")

Perché voi possiate meglio comprendere le peculiarità di questo camino, dobbiamo insieme fare un passo indietro, entrare nella storia della "casa" più bella del mondo, la Reggia di Versailles.
Insomma, dobbiamo tornare al 1663, anno in cui iniziarono i lavori di questo fantastico immobile, destinato a ricordare la famiglia dei Borboni sino all'anno del Giudizio.
Tanti furono gli architetti di Versailles, sia per la mole di lavoro che un simile immobile pretendeva, sia per il fatto che la sua costruzione durò ben vent'anni tondi tondi.

Ma ..tra i tanti architetti il più importante fu... Luigi XIV!!

Lui metteva il becco in qualsiasi decisione e poiché in ambito di camini era quello che si definisce "un maniaco", una volta approvato il disegno di un certo camino, si passava alla scelta del relativo marmo in cui scolpirlo, scelta alla quale serviva l'imprimatur del Re Architetto..
 Sapete su quanti caminetti pose le sue scelte?

La stima minima parla di 1552 camini!!

Quando penso a questo incredibile numero di caminetti, mi vien sempre di pensare a colui il quale, addetto alla loro accensione, si sentiva apostrofare dal Re Sole.."Sù, Henry, stasera fa un freddo cane, vai ad accendere TUTTI i camini e vedi di fare alla svelta perché se poi mi vengono i geloni ti faccio ghigliottinare!!

Ma torniamo al nostro Re Sole ed al momento in cui dovette scegliere i marmi dei suoi caminetti..
Nell'ambito dei camini che avrebbero dovuto essere di rosso colore, scelse due marmi in particolare:
Il "ROUGE GRIOTTE" (il suo nome ha una radice italiana, la parola Agriotta", parola con cui anticamente veniva chiamata l'amarena. Come mai questo marmo d'oltralpe si chiamava con un nome italiano? Beh, dovete sapere che la quasi totalità dei camini cosiddetti "francesi" sono francesi nello stile, ma non nel lavoro di scultura il quale era -FORTUNATAMENTE- italiano e così, la tanta comunanza con i maestri scultori italiani portava spesso a queste commistioni di lingua e di nomi) ed il "ROUGE FRANCE", così si chiamava originariamente il marmo del nostro camino.

Nel tempo, poi, mentre il Rouge Griotte rimase, diciamo così, "al palo", il nostro Rouge France prese l'appellativo dapprima di "Rouge Royal" per poi divenire definitivamente "Rouge Royal Versailles".

Concludo questa cronistoria versailliana dicendo che, oltre al nostro "Rosso Francia", solo un altro marmo scelto da Luigi XIV per la sua reggia, il fantastico e forse miracoloso (veniva cavato a 4 km dalla grotta di Lourdes) Sarrancolin prese l'appellativo di "Sarrancolin Versailles".

E' ovvio che noi non potremo mai sapere cosa abbia tanto affascinato il Re Sole da appellare il nostro marmo inizialmente con il marchio "Royal" eppoi addirittura con l'aggiunto nomignolo di "Versailles", possiamo solo ipotizzare, esprimere nostre idee e considerazioni..
Io la vedo così:
Intanto il suo colore, non propriamente "rosso" ma che il rosso ce l'ha dentro, nel profondo, nelle sue misteriose interiora.. Io l'ho definito un "Rosso Antico", un rosso che nulla ha a che vedere con i tanti suoi marmorei confratelli definiti di rosso colore, é come venisse, il nostro, da un altro pianeta.
Poi il fatto di quelle sue frezzature bianchissime, sottili, delicate, per nulla invadenti, molto eleganti e discrete.
COMUNQUE UNA COSA E' CERTA: "QUALCHE ELEMENTO CE L'HA, QUESTO MARMO, DI MISTERIOSO ED AFFASCINANTE" ED ANCHE SE NOI NON RIUSCIREMO AD AVERNE LA FORMULA PRECISA, POTREMO COMUNQUE GODERCENE GLI EFFETTI.

Dimenticavo: Il Re Sole non fu l'unico ad innamorarsi di questo marmo, anche il più importante architetto dell'Art Nouveau, il mitico Louis Majorelle, disegnava e costruiva nella sua Maison Majorelle (a Nancy) camini in questo marmo, badando bene che la cavazione del marmo avvenisse nella medesima cava da cui fu estratto, a suo tempo, il Rouge Royal Versailles!! Nella nostra mostra é esposto proprio un camino disegnato e realizzato dal Majorelle scolpito in masselli di marmo di questa stessa reale cava.
Vi sembra strano che una persona possa innamorarsi (e quanto!!) di un marmo?
Beh, allora vi dico che il nostro Cosimo de Medici (FORSE IL MECENATE PIU' GRANDE DELLA STORIA) s'innamorò tanto di un marmo Statuario Venato di Serravezza che... NE COMRO' LA CAVA!! QUESTO MARMO, DA ALLORA, PRESE IL NOME DI "BRECCIA MEDICEA". 


SPERO DI NON AVERVI ANNOIATO, MA CONVERRETE CON ME CHE QUESTE STORIE HANNO LA LORO IMPORTANZA PER LA COMPRENSIONE DEL NOSTRO CAMINETTO, IL QUALE, PUR ESSENDO "SOLAMENTE" OTTOCENTESCO (PERIODO NAPOLEONE III, DA LEGGERE LA NOTA A FONDO PAGINA ***) PORTA IN DOTE UNA PROVATA ANTICA NOBILTA'.

IL SUO MODELLO E' UN CLASSICO "TROIS COQUILLES", DI SANISSIMA E ROBUSTISSIMA COSTITUZIONE (E' STATO SCOLPITO IN LASTRE DI IMPORTANTE SPESSORE), PERFETTAMENTE CONSERVATOSI E DA NOI SOLAMENTE PULITO E CERATO, INSOMMA NOI L'ABBIAMO SOLO IMBELLETTATO, IL RESTO L'HANNO FATTO I PRECEDENTI PROPRIETARI.
LA SUA PROVENIENZA E' PARIGINA.

*** Napoleone III, chi era costui?!

Ritengo la genia degli antiquari una razza umana a se stante, per lo più composta di persone dedite al loro lavoro con una passione che è raro ritrovare in altre categorie di lavoratori. Eppure molto spesso mi capita di “parlar male” degli antiquari, e sempre per un unico motivo: la loro presunzione di saper tutto, la loro irrefrenabile necessità di esprimer pareri anche di cose di cui siano più o meno digiuni. Io vendo camini antichi, da sempre, e di mobili antichi nulla capisco, motivo per cui, se mi viene richiesto di esprimer pareri su di una consolle settecentesca, rispondo con un “Mi spiace, non sono competente in materia”.. Al contrario, se ad un antiquario viene richiesto un parere su di un camino antico, salvo casi rarissimi di modestite acuta, questo si profonde in sproloqui magniloquenti dettando regole e certezze dalle debolissime, se non nulle, fondamenta.

Così ingenerando nell’ascoltatore (che ha fiducia in lui come gli antichi nell’oracolo di Delfi, altrimenti mica gli avrebbe chiesto un parere, no?!..) false idee e falsi pregiudizi. Ora, dovete sapere che quando un antiquario sente parlare di manufatti (e nei manufatti rientrano anche i camini..) d’epoca “Napoleone III” (seconda metà ‘800) pare venir preso dal Fuoco di Sant’Antonio, il suo volto diventa ghigno schifiltoso e la sua bocca diventa una fabbrica di negazioni.
Ma dovete anche sapere che, semmai i mobili di quel periodo sono da considerarsi di poca qualità e peso stilistico (cosa che io non so e non mi permetto di affermare..), è pur vero che in quello stesso periodo sono stati fabbricati i più bei camini della storia, sia per quanto riguarda il loro peso stilistico, sia per quanto concerne la qualità e la tecnica della loro lavorazione scultorea.

Ora, fedeli al motto “Carta canta, villan dorme”, vorrei chiedere a voi se il camino che vi sto qui mostrando sia o non sia un "pezzo" di indubbia bellezza.
Ditemi voi se questo non sia un camino stilisticamente interessante, ricco di carico decorativo, sicuramente in grado d’entrare in qualunque situazione d’arredo in virtù di uno stilismo azzeccato e maturo.

E, per cortesia, ditelo anche al vostro antiquario!

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