304 ELEGANTISSIMO CAMINO "BOUDIN HAUT CARRÉ" SCOLPITO IN MARMO CALACATA CLASSICO

€ 7.800,00

Larghezza max 135 - Altezza max 126 - Larghezza bocca 101,5 - Altezza bocca 95,5 - 
Profondità pianale 35 cm
(Misure bocca controcuore: Larghezza 59 - Altezza 71 cm)

PREZZI IMPONIBILI: 
- SOLO CAMINO € 7800
- CONTROCUORE IN GHISA D'ARTE (PER CHI LO DESIDERASSE) € 2500
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")

AVVERTENZA:
QUESTO ESEMPLARE SARA' PUBBLICATO ANCHE NELLA SEZIONE DECO'
IN QUANTO NEGLI ANNI 1920-1940 (APPUNTO IL PERIODO DECO' ) LA SUA ARCHITETTURA E' STATO COPIATA A MAN BASSA DAGLI ARCHITETTI "MODERNISTI" DI TUTTA EUROPA, I QUALI HANNO FATTO PROPRIO QUESTO MODELLO, DICIAMO COSI', MINIMALISTA, MENTRE LA LORO E' STATA SOLO UNA RISCOPERTA. IN SOSTANZA, VOI LO TROVERETE NELLA SEZIONE DECO' IN QUANTO "EGLI" (EGLI E' IL CAMINO) BEN SI ADDICE ALLE DIMORE DECO', PUR ESSENDO STORICAMENTE NATO NEL.... 1650!! ALTRO CHE "STILE 1925", COME VENIVA CHIAMATO LO STILE DECO' NEI PRIMI TEMPI..

ORA VI RACCONTO LA SUA STORIA, ANTICHISSIMA, ROMANTICA E VERA:

Siamo intorno alla metà del 1600 ed un bravo quanto intelligente, coraggioso ed innovatore pittore napoletano (Salvator Rosa, 1615-1673) decide che i suoi quadri (per lo più "naturalistici" oppure vedute monumentali classiche etc..) meritino una cornice, appunto, più minimalista e classica rispetto alle cornici per quadro allora in vigore, le quali erano di una pesantezza barocca insostenibile, del tipo "arredi da chiesa", tanto per intenderci.. Fu così che il nostro pittore creò per i suoi quadri una cornice (tuttora, e son passati quattro secoli, la più usata) in legno dorato del tutto identica al "contorno bocca" del camino che vi sto presentando. Nasce così la "cornice Salvator Rosa". In Italia il nostro uomo fu preso per matto tanto era avanti e modernista questa sua creazione, quasi "lunare", ed ancora per un altro secolo buono, continuarono ad essere adusate le cornici che sopra ho definito "da chiesa". 

Nel 1673, il nostro Salvatore muore a Roma.

Negli anni '80 del 1600, seppure in ritardo, qualcuno si accorge di lui, qualcuno che finalmente capisce la modernità ed il valore della sua innovazione in campo di cornici..
Sono gli architetti degli Ateliers des Arts di Parigi, la massima Autorità del globo terracqueo in campo d'Arte e stilismo in genere.
Questi architetti erano in cerca di una novità stilistica, di un innovativo e gradevole "incorniciamento" dei 1252 camini (avete capito bene, milleduecentocinquantadue, tanti erano i camini di Versailles il giorno della sua inaugurazione) camini di Versailles, la casa di campagna dei Borboni di Francia in quel momento in costruzione, in sostanza "al grezzo". Dovevano per forza trovare qualcosa di nuovo per far passare alla storia il loro re e munifico mecenate.. E dovevano pure sbrigarsi perché i lavori andavano avanti e loro mica potevano copiare lo stile del regnante precedente, Luigi XIII, stile inviso al Re Sole in quanto troppo permeato di Rinascimento italiano.. Il Re Sole (era peggio di Putin) DOVEVA avere uno stile francese, PURAMENTE FRANCESE.
Disperati, gli architetti di Luigi XIV, magari incapaci d'inventare da soli lo stile che avrebbe fatto passare alla storia il nostro Luigi XIV, erano però abilissimi scopiazzatori e potevano andar tranquilli nel copiare, tanto il Salvator Rosa era morto (quindi non c'erano testimoni) e nessuno, anche in Italia, ricordava più di quella stramba cornice per quadri.. Chissà mai chi l'aveva inventata, forse era stato solo un brutto sogno, chissà..
Sta di fatto che TUTTI i milleduecentocinquantadue camini di Versailles, nessuno escluso, fecero un figurone con questa più che innovativa cornice del focolare targata Ateliers des Arts e non Rosa Salvatore.
Riflessione doverosa: Il nostro Salvatore non ha mai visto un camino Salvator Rosa, é morto 10 anni prima..
LA CORNICE SALVATOR ROSA FU POI LA BASE DELLO STILISMO LUIGI XIV IN GENERE.

Per chiudere questa parentesi "napoletana", e far capire al lettore quanto noi italiani ci consideriamo (e non siamo) i più intelligenti e furbi al mondo (un popolo di eroi, di poeti e navigatori e chi più ne ha, più ne metta), vi do questa notizia:
Dovete sapere che Versailles fu subito considerata la più bella casa del mondo e qualche architetto italiano, nei primissimi anni del Settecento (dev'essere stato intorno al 1710, ma non trovo più il libro-era un omaggio della Banca d'Italia- in cui ho letto di questa cosa), dopo aver visto la cornice dei camini (ovviamente firmata "Ateliers des Arts") ed avendone riscontrata la modernità e la raffinatezza, decise di inserire qualche camino con la stessa cornice anche nel palazzo romano di cui stava  curando la ristrutturazione. EBBENE, QUEL PALAZZO ERA PALAZZO MADAMA!! In sostanza, abbiamo dovuto vedere questa cornice a casa d'altri per giudicarla come interessante, quand'era a casa nostra ci pareva una ciofega..
Morale della favola: Nessuno é profeta a casa sua, anche se la casa é l'intelligente, la superba, la mitica ed inarrivabile.. ITALIA!!

Ora possiamo andare al periodo 1840-60, periodo di massima costruzione dei camini cosiddetti "Boudin".
Dovete sapere che i francesi non avevano una scuola di scultura di gran livello, probabilmente perché avevano scarsità di cave e quei pochi marmi che ne uscivano, a dire il vero, non erano un granché belli.
Noi italiani, invece, avevamo una scuola che datava dal 399 avanti Cristo, l'anno della presa di Veio (la capitale degli etruschi) da parte dei romani. I quali romani si trovarono d'acchito possessori dei più bei marmi al mondo, peraltro in infinita quantità, i marmi delle Alpi Apuane!
E poiché dovevano costruire Roma, perché non profittarne?
Così, partendo da quegli scalpellini etruschi che alle pendici delle Apuane realizzavano quelle statuette che poi mettevano nelle loro tombe, nacque la scuola di scultura italiana, la più importante al mondo da ormai  DUEMILA QUATTROCENTO ANNI.
Nell'ottocento, il 90% dei camini con stilismo francese veniva realizzato in Italia, sempre alle pendici delle Alpi Apuane, nella Terra dei Luni (così la chiamavano i romani), che oggi si chiama Lunigiana e che va dalla toscana alla Liguria, sempre costeggiando le Alpi.
NOI SCULTORI LUNENSI COSTAVAMO POCO, ERAVAMO IN SOSTANZA I LORO CINESI ED IN AGGIUNTA.. ERAVAMO I MIGLIORI AL MONDO (E LO SIAMO STATI ALMENO SINO AL 1940, ANNO IN CUI L'ARTIGIANATO INIZIA A MORIRE).
Il francese pensava: Perché non andare i Italia a far scolpire i propri progetti? Costava poco ed il prodotto era il massimo che si potesse desiderare.. Tutte le Maison francesi produttrici di camini, statue, fontane, colonne, pavimenti etc... andavano in Italia.. 
MENO UNO, IL NOSTRO (A ME E' SIMPATICO) BOUDIN, UN "MERIDIONALE" (AVEVA UN LABORATORIO IN COSTA AZZURRA, A NIZZA E POI UN SECONDO ANCHE A MARSIGLIA, PER VIA DEI PORTI).
Il Boudin, infatti, era un fanatico della Grandeur, innamorato di Napoleone, un nazionalista di ferro (o di marmo?!) e quindi, testone com'era, decise che lui avrebbe scolpito da solo i suoi camini, non sarebbe andato da quei "marocchini" di italiani (Ogni luogo ha il suo sud).
Solo che.. non aveva scultori, gli mancava la manodopera e da solo (era un discreto scultore) mica poteva costruire tutti i camini che un mercato pieno di nazionalisti adoratori di Napoleone e fanatici della Grandeur gli commissionavano..
E così, decide di costruire camini in stile Luigi XIV, il più semplice stile esistente, in fondo, quella cornice  minimalista (che lui non sapeva esser opera del napoletano Rosa Salvatore) la poteva fare anche un garzone di bottega, bastava dargli una sagoma di latta e via andare con olio di gomito!!
IN SOSTANZA, LO STILISMO LUIGI XIV NEI CAMINI E' RAPPRESENTATO, NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI ESEMPLARI, DAI CAMINI "BOUDIN", VI SARA' FACILE RENDERVENE CONTO VISITANDO LA SEZIONE LUIGI XIV.

Ma, se nel caso della maggioranza dei camini Luigi XIV in commercio dobbiamo fermarci alla metà dell'Ottocento (in sostanza ai camini Boudin) nel caso del camino che in questa scheda stiamo presentandovi, abbiamo un'altra data da raggiungere, quella del periodo Napoleone III.

Siamo all'ultima stazione, tra il 1850 ed il 1880, nel periodo Napoleone III o, se preferite, Secondo Impero.

In questo periodo va molto di moda lo stilismo "Neoclassico". Ma.. il termine Neoclassico comprende una infinità di sottocategorie stilistiche, a partire dai templi greci, passando per le chiese romaniche eppoi attraverso le ville palladiane e così via.. In ambito di camini, nella seconda metà dell'Ottocento, per neoclassico s'intende lo stile Luigi XVI.. Linee rigorose, angoli a 90%, scanalature (anche qui c'é l'italico zampino, le scanalature sono quelle delle colonne romane anche se, ad onor del vero, i romani le avevano copiate dai greci.. Ma i francesi mica lo sanno, no?! Ed allora, per una volta cerchiamo noi di gabbar loro.. ). E l'esemplare di camino oggetto del nostro studio ecco che materializza, immediatamente sopra la classica cornice Salvator Rosa (ehm scusate, Boudin), una lavorazione scanalata a forma quasi piramidale, in sostanza una lavorazione Luigi XVI classica. In questo modo si unisce il minimalismo dei camini Boudin al rigorismo geometrico dei camini Luigi XVI.
FINE DELLA STORIA..

VI HO ANNOIATO, EH..

VABBE', MA DOVETE CONSIDERARE CHE SON PARTITO DAL 1650 E SON GIUNTO QUASI AL MILLENOVECENTO, CI VOLEVA IL SUO TEMPO, NO?!

SPERO ALMENO DI AVER DATO SODDISFACENTI INFORMAZIONI A CHI SARA' INTERESSATO A QUESTO ORIGINALE CAMINETTO "BOUDIN HAUT CARRE' " (versione alta dei classici Boudin). 

P.S: IL SUO CONTROCUORE (D'ALTISSIMA SCUOLA, GUARDATENE BENE LE FIGURE, IMPRESSIONANO ANCHE IL PROFANO) MERITAVA FORSE UNA IMPORTANTE TRATTAZIONE, NON CAPITA TUTTI I GIORNI D'IMBATTERSI IN UN MANUFATTO DI FERRO E CARBONE (QUESTE SONO LE DUE MATERIE CON CUI SI FA LA GHISA) DI TALE INFINITA BELLEZZA. IL PREZZO PUBBLICATO E' UN PREZZO "POLITICO", RISERVATO ESCLUSIVAMENTE ALL'ACQUIRENTE DEL CAMINO.

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