400 CAMINETTO LUIGI FILIPPO "PALMETTES" SCOLPITO IN MARMO VERDE ALPI

€ 3.800,00

Larghezza max 115 - Altezza max 106 - Larghezza bocca 71,5 - Altezza bocca 79 - Profondità pianale 40 cm

PREZZO IMPONIBILE € 3800 COMPRESA CONSEGNA.
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")

Sarà la sua misurina contenuta, la sua linea classica, la particolarità di quelle sue frezzature bianche, le quali conferiscono a questa cornice una leggerezza inusuale, anzi, inaspettata perché l'attuale cavazione del Verde Alpi ci dona lastre colorate di verde (peraltro più scuro di questo) e nero, insomma, l'odierno marmo Verde Alpi a me pare troppo serioso, quasi "da monumento" , sarà tutto questo, MA A ME QUESTO CAMINETTO DAL NOBILISSIMO MARMO E DALLA NOBILE CASATA (il suo stilismo risale al Rinascimento italiano, il livello artistico più importante nella storia del mondo occidentale). MI E' MOLTO SIMPATICO!! (A ME MI non é un errore grammaticale ma un rafforzativo, come affermava, TROPPI anni fa, L'ESIMIO RINALDI, mio professore d'italiano alla Alma Mater Studiorum, che poi sarebbe l'Università di Bologna, la più antica del globo terracqueo)

E chi mi legge dirà: "Ma la Simpatia, caro Maurizio, é una cosa personale, sua, mica un valore aggiunto al camino, no!"

"Eh no, caro amico mio, io son convinto che chiunque (o quasi) possa, ammirandolo de visu, provare questa mia stessa Simpatia, e magari decidere di comprarlo perché un camino simpatico sarà sempre un buon compagno d'invernali serate.. In specie adesso che Putin ci ha promesso un inverno in cui vedremo riapparire i ghiaccioli alle grondaie di casa!!"

Vabbé, tutto questo giro di parole per comunicarvi come queste bianche frezzature siano una caratteristica interessante e positiva, non ritrovabile e non più riproducibile oggi perché la presenza di questi fossili bianchi da più d'un secolo è scomparsa nella cavazione del Verde Alpi, oggi composto solo dei colori Nero e Verde (più sullo scuro che sul chiaro). 
Se il Berlusca, con tutti i suoi soldi, volesse per una delle sue casine (ma anche per il mausoleo costruito nel suo giardino, perché no..) una fornitura di questo particolarissimo Verde Alpi, non potrebbe averlo, salvo che non abbia la macchina del tempo e decida di fare un viaggio di circa 170 anni indietro, in quel 1840 (circa, eh..) in cui nacque il nostro caminetto ed in cui ancora nella stessa cava si potevano estrarre "blocchetti" similmente simpaticissimi.

Tornando seri, ecco qualche informazione sul nostro esemplare di Luigi Filippo d'epoca:

L'anno di nascita, l'ho già scritto sopra, era intorno al 1840, la sua particolare linea "a barbacane" (barbacani si chiamavano quei sostegni medioevali che, nei castelli o nelle case, sporgendo dal muro, sostenevano cornicioni, balconcini come quello di Giulietta e Romeo, di cui scrivo qui il link così capirete cos'é un barbacane: https://www.venetoinside.com/it/aneddoti-e-curiosita/post/il-balcone-di-giulietta-a-verona/, la sua particolare linea a barbacane, dicevo, viene addolcita e resa più elegante da una foglia di palma che, appunto, "veste" il sostegno detto barbacane.
Tutta questa pappardella per darvi la prova di come questa linea nasca dal Rinascimento italiano anche se voi la ritrovate sotto uno stilismo che dall'800 in poi si appella Luigi Filippo, un regnante francese. E' che i francesi sono dei formidabili COPIONI, caratteristica questa dovuta al fatto che gli Ateliers des Arts parigini (lì nasceva lo stilismo "moderno" più raffinato del mondo) dovevano, ogni volta che moriva un re e se ne faceva un altro, escogitare un nuovo stile, nuove linee per far passare alla storia il loro Mecenate e... mica era facile..
E così, visto che noi italiani avevamo in casa un enorme patrimonio di artistiche Bellezze, pensarono bene di copiarci tutto il copiabile, compresa questo profilo "a barbacane" propria dei camini rinascimentali.

Egli (un antico camino mica puoi definirlo "esso", termine che, peraltro, olezza di benzina..) ha sana e robusta costituzione fisica e ci perviene da Villefranche sur la Saone, una graziosa piccolissima cittadina francese non lontana da Lione (saranno trenta km..) ma che, lungi dall'essere un luogo di vita frenetica (come Lione, che pare Milano, tutti sempre di corsa a vivere in una nuvola di gas..)  pare immersa nella storia, forse per la incredibile conservazione delle sua case (il centro medioevale pare vergine dai soprusi della modernità) e per le tante, tradizionali e piccolissime casine (sembrano quelle dei nani) con le quali la cittadina si é allargata rinunciando ai Palazzoni condominiali.. E' un posto da cartolina, qui era il nostro caminetto, piccolo principe di una piccola graziosissima quanto ottocentesca casina. Dimenticavo: La piccola graziosa Villefranche é considerata dai francesi la Capitale del Beaujolais, un vino giovane e saporoso, dal profumo, non ci crederete, DI UVA!!


NOTE A LATERE: ECOLOGIA E CAMINI ANTICHI, UN BINOMIO ATTUALISSIMO.

Fateci caso, da qualche anno è tutto un aggiungere i prefissi “ECO” e “BIO” a qualunque prodotto, ed anche il caminetto non sfugge a questo pubblicitario inganno..…

Non vi do il nome della ditta perché altrimenti mi querelano,  ma c’è addirittura un produttore di camini che ha tirato in ballo il caminetto di  Geppetto (quello di Pinocchio, eh..) solo perché Geppetto fa rima col suo biocaminetto, scordandosi del fatto che il “vero” Geppetto era tanto povero, ma tanto povero che il fuoco l’aveva, in casa, sì, ma …  dipinto sul muro !!

In verità i moderni caminetti (per lo più prodotti in Cina, in India od in Pakistan e poi commercializzati in Italia dopo averli finemente etichettati..) hanno ben poco di ecologico, dato che vengono prodotti attraverso l’uso di componenti chimici nella loro lavorazione (così si fa prima..), soprattutto nella lucidatura e nell’assemblaggio, col risultato della produzione di fanghi altamente tossici per l’uomo e per l’ambiente..

INCISO NUMERO 1: SECONDO VOI, IN CINA O POSTI SIMILARI (MA ANCHE IN ITALIA, CAMORRA DOCET..), QUEI FANGHI CHE FINE FANNO?!
Eppoi, e questo è un tasto triste, sappiamo tutti che in quei paesi, pur di risparmiare, schiavizzano anche i bambini per i lavori più tossici..

INCISO NUMERO 2: SECONDO VOI, IN BANGLADESH (MA POTREI SCRIVERE ALTRI CENTO NOMI DI  PAESI DERELITTI..) C’E’ CONTROLLO SUL LAVORO MINORILE?!
E’ Ecologia anche questa, magari “Ecologia morale”, ma.. riflettiamoci, non è forse importante anche questa?!) Che fare, quindi?

Che possiamo fare noi di fronte a questa problematica?!

Beh, nel nostro piccolo, qualcosa possiamo fare, possiamo cercare di indirizzare tutti verso IL CAMINETTO  CERTAMENTE PIU’ ECOLOGICO DI TUTTI, QUELLO ANTICO !

Un caminetto antico è fatto d'un marmo o d'una pietra che sono già state cavate, e non necessita quindi di materiali di nuova estrazione.. Le nostre Alpi Apuane, già così dissestate da millenni di cavazione, non hanno certo bisogno di altri sfregi, e questo vale anche per tutte le zone estrattive in ogni parte del mondo, oggi selvaggiamente (specie nei paesi cosiddetti "emergenti"..) deturpate nel loro aspetto e nella loro morfologia con le inevitabili idrogeologiche conseguenze.

Un altro punto "ecologico" a favore dell'antico caminetto sta nel fatto che i camini antichi venivano assemblati con materiali del tutto naturali (in particolare con gesso) e non con mastici plastici o siliconici come accade oggi. La loro scultura, poi, era del tutto manuale, e non produceva quei liquami di scarto che le moderne macchine ("PANTOGRAFI") sputano ad ogni pezzo e che poi, magari, ci ritroviamo gettate abusivamente in mare od in qualche cava dismessa dato l'alto costo del loro smaltimento di legge.. Insomma, si può certamente affermare che il caminetto antico E’ ECOLOGICO ED  ERA ECOLOGICO anche al tempo della sua costruzione!

Ultima riflessione e poi non vi annoio più:
Se è vero che il rispetto dell’ambiente lo si può ottenere solo con una maggior cultura, ebbene ogni caminetto antico porta nelle sue forme e nelle sue vene un poco di cultura, al cui richiamo anche all’individuo più insensibile non potrà sfuggire..

Per voi sarà un investimento culturale ed economico, oltre che ambientale, mettere a casa propria un manufatto realmente artistico.

Add to cart