503 AG CAMINO "GRIFFE DE LION" SCOLPITO IN PREZIOSISSIMO MARMO PORTORO

€ 14.500,00

Larghezza max 152 - Altezza max 104 - Larghezza bocca 103,5 - Altezza bocca 77 - Profondità pianale 40 cm

PREZZO IMPONIBILE € 14.500 COMPRESA CONSEGNA.
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI").
POSSIBILITA' DI CONTROCUORE ANTICO E COEVO.


IMPORTANTE
 (ANCHE NELLE SUE GENEROSE DIMENSIONI)  CAMINETTO CARLO X (STILE IN ITALIA CONOSCIUTO CON L'APPELLATIVO "TARDO IMPERO") IN PREZIOSO MARMO PORTORO, LA CUI CAVAZIONE E' FINITA QUARANT'ANNI FA CIRCA.

COM'E' STRANO IL MONDO… Adesso sto pensando al fatto che fino a qualche anno fa (almeno fino a circa quindici/venti anni fa..), di caminetti in marmo Portoro era più facile trovarne.. e io li acquistavo, trovandoli bellissimi, misteriosi ed affascinanti, col loro nero inferno mischiato al color dell'oro.
Li compravo e... faticavo molto a venderli, praticamente non li voleva quasi nessuno.. io non capivo come mai, visto che a me parevano tanto belli!
I clienti, quando io cercavo di magnificar loro le caratteristiche di questi caminetti mentre loro volevano andare avanti e vedere qualcos'altro, si schernivano così.. "Ma.. Maurizio, questo è nero!!" (certo che è nero, ma che bel nero, mia signora...)... Oppure "Non mi piace perché lo trovo funerario" (avete mai visto una lapide in nero Portoro? Impossibile costa troppo oggi e costava troppo anche allora, questo marmo.. forse l'unico che ne ha usato un poco nel suo mausoleo, quello che si è costruito nel parco della sua villa ad Arcore, è il Berlusca..). Una volta una signora mi ha risposto: "No, troppo nero.." (e che rispondi ad una persona che ti apostrofa così ?! Che significa "troppo nero"?! Il nero é Nero e Basta, no?!) e via dicendo.

Oggi, invece, da quando gli architetti e gli arredatori di tutto il mondo, al grido di "Donne, unitevi!!" hanno deciso che il nero dev'essere uno dei due colori dominanti d'una casa (l'altro è il bianco), i discorsi dei mie clienti sono, più o meno, questi:.. " Maurizio - da notare che la donna in questione è appena entrata nel mio magazzeno, non ha ancora visto nessuno dei miei tantissimi caminetti, però...- Maurizio, ha dei camini neri da farci vedere!?"............. Oppure, telefonata da Milano o Roma o Cortina: "Guardi, noi veniamo, ma se lei non ha dei caminetti neri ce lo dica subito perché a noi l'architetto ha detto che possiamo montare solo caminetti neri.." (gliel'ha consigliato il medico, al suo architetto? Lei che fa, si suicida se non ne trova uno!? )..... "Mi fanno morire i caminetti neri, mi dica che ne ha qualche esemplare, Maurizio" (non muoia, signora, la prego, o perlomeno muoia per una causa più nobile..)..... "A casa mia ci sta bene solo un caminetto nero, ma.. nero nero, eh!!" (sarà la casa di Frankestein, o forse di cognome la signora fa Adams!? )..

EHH.. COME CAMBIA IL MONDO...
Adesso, purtroppo, ho pochissimi caminetti in Nero Portoro. Ad oggi, mentre scrivo questo commento, su un migliaio circa di caminetti antichi presenti nel nostro magazzeno, ne ho solamente DUE esemplari (questo Griffe de Lion ed un Luigi Filippo Palmettes), due esemplari in tutto i quali, probabilmente, sono più di tutti gli esemplari che si potrebbero trovare andando a visitare tutti i commercianti d'Italia.

Tutta sta filippica per giustificare il prezzo dell'esemplare che vi sto qui mostrando, un caminetto che, se fosse scolpito in marmo Bianco Carrara, costerebbe 5/6000 € (meno della metà di questo fratello in Nero Portoro..) E' la legge della domanda e della offerta, che volete farci.. 
Comunque, costerà pure tanto, ma almeno è in bellissime condizioni di conservazione (qualche restauro -in sostanza un poco di maquillage- senza sostituzione di parti marmoree), è stato costruito nella prima metà dell'Ottocento (1830/40) e ci perviene da un "batiment" della Costa Azzurra e non da un pantografo cinese.

STORIA DEL MARMO PORTORO, DAI ROMANI AD OGGI.
L’isolotto denominato "La Palmaria", nel golfo di La Spezia, ospitava un tempo le cave di Portoro, un marmo nero con venature giallo-oro, vecchio di quasi 200 milioni di anni e molto pregiato; infatti è collocato al terzo posto nella graduatoria dei cento marmi più costosi al mondo. Il colore nero è dato dall’abbondante presenza di sostanza organica; le striature dorate sono invece dovute a un parziale processo di "dolomitizzazione" (una sorta di "pietrificazione" effettuata da elementi minerali tra i quali, in primis, il ferro e lo zolfo) che ha distrutto, ossidandola, la sostanza organica. L’attività estrattiva del Portoro risale all’epoca romana; questo marmo venne poi riscoperto nel XVI secolo dallo scultore genovese Domenico Casella, che ottenne dal senato di Genova la concessione per lo sfruttamento della roccia. Da allora questo isolotto ha cominciato a costellarsi di cave. L’estrazione del marmo nell’isola era però più difficoltosa rispetto a quella sulla terraferma, in quanto la cava partiva da pochi metri sul livello del mare per poi abbassarsi fin sotto tale livello; quindi era necessario, all’inizio di ogni giornata, prima di poter cominciare il lavoro, estrarre l’acqua che durante la notte entrava dentro le gallerie. Il più spettacolare scavo si trova a 150 metri a strapiombo sul mare, nel versante occidentale, in un luogo da vertigine. Qui la parete è verticale con un piccolo spazio piano ritagliato faticosamente dai cavatori per la lavorazione e l’invio dei massi che dovevano essere imbarcati laggiù, fra le onde. I primissimi blocchi usciti dalle cave dell’isola e dallo scalpello degli scultori servirono per la chiesa di S. Maria alla Spezia e per il palazzo dei marchesi di Castagnola. All’inizio dell’Ottocento si cominciò a esportare il marmo Portoro in molti paesi dell’Europa e più tardi anche in America; la grande sala di proiezione della Paramount ne è tutta rivestita!! Una cava de La Palmaria si chiamava Carlo Alberto per la visita che il re di Sardegna fece all’isola il 2 ottobre del 1838.

L’ultima cava a essere stata chiusa, in seguito a un’ordinanza emessa nel 1982-83 dalla Amministrazione Comunale, preoccupata per il degrado ambientale divenuto ormai evidente, è stata quella della Caletta, dove si trovano ancora i resti di attrezzature e rimanenze di blocchi di marmo.

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