001 ADOLFO CIPRIANI, IMPORTANTISSIMA ALLEGORIA SCULTOREA

€ 0,01

MISURE: Larghezza max 164 - Altezza max 125 - Larghezza bocca 77,5 - Altezza bocca 82 - Profondità pianale 41 cm. Dimensioni basamento: Larghezza 133 cm - Profondità 40 cm
PESO DELL'INSIEME: KG 1000 CIRCA

IL PREZZO NON E' PUBBLICATO IN QUANTO, PER ORA ALMENO, IL CAMINO NON E' IN VENDITA MA SOLAMENTE IN ESPOSIZIONE.

TRA LA FINE DELL'OTTOCENTO ED I PRIMI DEL NOVECENTO UN FAMOSO SCULTORE FIORENTINO (ADOLFO CIPRIANI, TRA L'ALTRO PADRE DI UGO CIPRIANI, ANCH'EGLI SCULTORE DI FAMA) CONCEPI' QUESTO CAMINO, UNA SORTA DI "ALBERO DELLA VITA" TRA I PIU' RAFFINATI CHE IO ABBIA MAI ASSAPORATO.

Prima di esaminare insieme a voi le peculiarità "tecniche" ed artistiche di questo complesso scultoreo, vorrei parlarvi della storia che esso ci sta narrando, frutto dell'Estro del nostro Adolfo, il quale, da buon toscano, è stato anche quello che si definisce un "bon vivant", definizione che non significa solo "viveur" o "tombeur-de-femmes", ma che significa anche "colui che cerca, trova e gode la piacevolezza che ogni momento della nostra vita ci offre".
Ed il nostro Adolfo ha molto viaggiato alla ricerca delle Piacevolezze della vita, oltre che in tante città italiane, anche in buona parte dell'Europa, manifestando un  particolare amore per la Francia e per Parigi. Per farvelo conoscere de visu, scorrendo le fotografie del camino troverete un dagherrotipo che raffigura il volto del nostro scultore, immagine che tanto ci parla di Lui, nelle fattezze, nello sguardo (soddisfatto e bonario), financo nei suoi baffi (felicemente "da sparviero" e piacevolmente d'antan) i quali baffi ci comunicano del suo carattere desideroso di Vita quanto capace di viverla serenamente. Per meglio definire la vita di questo artista a tutto tondo, sappiate che il nostro Adolfo era anche un grande pittore, fantastico paesaggista in primis, ma a suo agio anche nel cimentarsi in tele sacre "manieriste", cioè realizzate secondo modalità e tecniche di pittori di epoche e stili diversi.. Insomma, Adolfo (ormai siamo amici, io e lui, quindi gli do del tu) era un vero e proprio camaleonte artistico, una sorta di Leonardo Da Vinci in miniatura.

Mi son perso parlando dell'Adolfo, torniamo quindi al tema iniziale, quello della Storia che questi marmi ci raccontano:

PRIMO ATTO
I due putti stanno salendo l'albero della vita, stanno, cioè, inerpicandosi tra gli accadimenti della vita e, più propriamente, stanno guardando, stupiti, il bacio tra due giovani amorosi. 
I due putti vivono, insomma, la scoperta dell'Amore.

SECONDO ATTO
I due "morosi" stanno beandosi del piacere dell'Amore (la loro nudità sottintende chiaramente che non si sarebbero fermati al bacio ma, come potrete capire, a quei tempi, neppure Rodin avrebbe potuto andare oltre la raffigurazione del bacio, peraltro sulla bocca, quindi già oltre il limite normalmente consentito).
I due morosi fanno l'amore
.

TERZO ED ULTIMO ATTO
In alto, due maschere rappresentano due vecchi uomini, alla sommità della loro vita, che stanno osservando (e commentando tra il serio ed il faceto misti a nostalgia) quello che loro stessi hanno già vissuto e ben conoscono.
I due vecchi, ormai al sipario della vita, ne tirano le somme.

Completato il riassunto degli avvenimenti descritti nella scultura, ora vediamo insieme le caratteristiche salienti della scultura stessa:

La prima e più importante qualità di quest'opera sta nella
impressionante veridicità delle espressioni.
I due putti sono sconcertati dalla visione a loro apparsa, sorpresi, forse anche un poco confusi e certamente, però, incuriositi ed attenti di fronte a questa nuova e così "strana" scoperta.
Qui, la mano dell'Adolfo é stata magistrale. Questi due putti mi fanno ricordare un'altra coppia di putti del nostro Cipriani, piccolo complesso scultoreo che 20 anni fa ho acquistato da Arnoux (é un famoso restauratore di Macon, zona Lione) e che rappresentava, appunto, due putti che giocavano a mosca cieca. Ebbene, se era facile notare il sorriso beffardo del putto a viso scoperto, anche del putto bendato si capiva l'espressione attraverso la sola "postura" delle labbra!! Ho venduto questa scultura ma ne ho conservato diverse immagini, tant'erano affascinanti.
Tornando ai nostri odierni putti, che dire, giudicate voi, non serve Sgarbi per capire la felice maestria che ha dato vita e sentimento a queste sculture.

Il carico decorativo é infinito a livello di quantità, non sto a fare un elenco delle singole decorazioni perché vi basterà scorrere le tante fotografie per averne conoscenza.
Quello che m'importa mettere in evidenza é la qualità di queste decorazioni,
realizzate con l'utilizzo del violino, strumento inventato in Lunigiana (e che pare mai abbia travalicato gli italici confini) che permetteva di realizzare, a chi lo sapesse maneggiare, sculture in "sottosquadro". Inutile dire che il Cipriani era ottimo conoscitore di quello strumento ed io penso che, unendo queste conoscenze tecniche alle sue innate capacità artistiche, l'Adolfo non abbia mai avuto problemi di sopravvivenza in tutti i luoghi in cui ha soggiornato.
Tra l'altro (ve ne parlo perché anche questo fatto ci aiuterà a capire quale personaggio fosse l'Adolfo), pur essendo ben consapevole del suo altissimo livello artistico, il nostro Eroe, nei momenti di ristrettezza economica, non si vergognava affatto di realizzare sculture in alabastro (da sempre ritenute povere, di scarsa qualità), situazione lavorativa evitata da molti suoi colleghi in quanto ritenuta avvilente. Così é relativamente "facile" imbattersi in busti e piccole statue alabastrine firmate dal Cipriani in Italia ed in vari paesi d'Europa.

Questo complesso scultoreo è stato ricavato da tre blocchi di marmo Statuario Carrara (inutile dirlo, di OTTIMA QUALITA') con i quali sono state realizzate le due gambe ed il frontone. Anche le parti marmoree di basamento e pianale sono state realizzate in masselli massicci.

L'epoca di realizzazione di questa opera può ragionevolmente datarsi tra il 1890 ed il 1910 ed il suo ritrovamento è avvenuto in una villa padronale della campagna cremonese. I vecchi proprietari si dicono certi (ricordi di famiglia) che detto camino sia stato a suo tempo acquistato in Veneto, località non conosciuta. Ma poco importa la sua geografica provenienza, il nostro Adolfo ha lavorato in mezzo mondo ed in qualunque condizione, a lui bastavano i pochi attrezzi che stanno in una borsa e la compagnia del Folletto Artistico che viveva gioiosamente nel suo cervello.

ULTIME NOTE:

L'ADOLFO E' UNO DEI POCHI SCULTORI STORICI CHE AVREBBE POTUTO NON FIRMARE I SUOI MARMI, TANTO LA SUA FANTASTICA "MANO" E' RICONOSCIBILE ED INCONFONDIBILE.

MOLTI ARTISTI SCOLPISCONO VOLTI DALLE LINEE PERFETTE. CIPRIANI SCOLPIVA L'ANIMA.

A VOLTE MI DOMANDO SE IL NOSTRO ADOLFO, NEL MOMENTO IN CUI HA CONCEPITO QUEST'OPERA, HA PENSATO QUALCOSA DEL GENERE:
"LA VITA DI OGNUNO DI NOI E' LA SOMMA DELLE EMOZIONI CHE SI SON VISSUTE, FACCIAMONE UN ELENCO.."
Add to cart