222 CAMINETTO DEMI-LUNE "MARGUERITE" IN BIANCO DI CARRARA

€ 3.800,00

Larghezza max 125 Altezza max 106 Larghezza bocca 90 Altezza bocca 82 Profondità pianale 37

PREZZO IMPONIBILE € 3800 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")


CAMINETTO LUIGI XVI "DEMI-LUNE" IN MARMO BIANCO CARRARA, PROVENIENZA PARIGI, EPOCA 1860-80, SCULTURA ITALIANISSIMA, OTTIMISSIMA CONSERVAZIONE (ANCHE SE DA QUESTE IMMAGINI, COME DA NOSTRA ABITUDINE SCATTATE AL CAMINETTO NEL SUO STATO DI RITROVAMENTO, NON SI DIREBBE).

DALLE FOTO NON SI PUO' FACILMENTE COMPRENDERE LA QUALITA' DI SCULTURA DELLA SUA COPPIA DI "ROSE PARIGI" AI LATI DEL FRONTALE E DELLA MARGHERITA CENTRALE (UN OMAGGIO AL RE SOLE)...
MA SE VERRETE AL NOSTRO MAGAZZENO NON POTRETE NON APPREZZARNE LA FINEZZA SCULTOREA.

Che dire, la sua eleganza discreta, le sue forme curve nonostante l'impianto architettonico neoclassico, la sua vezzosa sobrietà, mi hanno sempre colpito..

Oltre a ciò, è importante sottolineare come questo particolarissimo modello Napoleone III abbia una caratteristica che ben pochi camini possiedono: Lo si comincia a godere visivamente anche dal fianco, e non solo dinnanzi, merito delle sua gambe arrotondate e recanti importanti decorazioni scolpite.

Mi piace, insomma, questa "camina" (lo sapete, no, che in Francia il vocabolo "caminetto" non è maschile ma femminile?!) e quando tra le file del mio magazzeno non lo rivedo, un poco sto male, qualcosa mi manca.. Purtroppo è sempre più problematico recuperarne, sopra tutto per via che questo modello Luigi XVI piace sempre di più anche agli inglesi ed agli americani, e loro hanno le tasche colme di denari, mentre io...

NOTE: COMPRARE UN CAMINETTO ALLA ARTIS O FARE UNA VISITA CULTURAL-GASTRONOMICA?!

Se non siete emiliani (ed il 90 % dei nostri clienti non lo sono..) avrete un motivo in più, oltre al fatto di poter visionare centinaia di caminetti antichi, per visitare le nostre zone, fatte di campi gonfi e vecchie case contadine.. Vicino a noi esiste infatti un'antica trattoria, da un mezzo secolo almeno gestita dalla stessa famiglia.. Non è uno di quei locali (tipo Hostaria con la "acca" oppure di quelli con nome inglese ed ai più incomprensibile.. di quelli che capisci solo che stanno per darti una fregatura..) Non è, dicevo, uno di quei locali "alla moda " (come si dice oggi? Mio figlio Enrico mi suggerisce "trendy".. Ma... Enrico… sto TRENDI lo scrivo con la "i" o la "y" ?!), no, in quella trattoria VERA il tempo pare essersi fermato.. le sedie son quelle che sono, le tovaglie anche (cioè quelle di venti o trent'anni fa, sono ancora "buone", una volta che sian pulite, perché cambiarle?!), e, cosa importantissima, sono "antiche" anche le pietanze lì servite.. Di davvero eccezionale, due cose: IL gnocco fritto (che in Emilia prende l'articolo "IL" e non l'articolo "LO" come vorrebbe la maestrina dalla penna rossa..) ed i tortelli di zucca.. Questi ultimi sono un poco alla mantovana, cioè con una punta di amaretti sbriciolati finemente... Queste due cose da sole valgono la pena di recarsi alla nostra frazioncina (15 case compresa la chiesa..).. Oddio, non è che il resto sia poco buono, in Emilia è davvero difficile mangiar male, no, tutto il resto è dignitoso, ma l'eccellenza sta nelle due pietanze che vi ho detto. I tortelli ordinateli col soffritto, cioè con quel condimento che, ai tempi in cui non si poteva aver la carne per il ragù, veniva fatto di cipolle o porro con un poco di strutto, quello che si aveva nell'orto od in casa, insomma.. E' una cosa da film!!

Con 18-20 euro rischiate l'infarto e... un consiglio: Non ordinate tutto quello che vi proporranno, non riuscireste mai a mangiar tutto, salvo che non siate camionisti veri!

Così vostro marito, che finge di non essere scocciato per questo giro che lo distoglie dall'amato divano, ma sotto sotto è inc... nervosissimo, avrà un motivo per non avvilirsi del tutto e ricorderà poi con piacere il giorno in cui l'avete costretto a muoversi da casa per l'acquisto di quell'antico caminetto.


IMPORTANTE NOTA SULLE MODALITÀ' DELLA CONSEGNA/INCOMPRENSIONI AL MOMENTO DELLO SCARICO

Ho deciso di scrivere questa nota al paragrafo delle consegne in quanto, sempre più spesso, AL MOMENTO DELLO SCARICO, si verificano delle incomprensioni (che poi diventano le telefonate - in sede od al mio collaboratore consegnatario - di cui faccio sotto la trascrizione) del tipo:

A) "Ma io credevo che il vostro dipendente il camino me l'avrebbe portato sino in casa" (Il signore in questione abitava al quarto piano senza ascensore ed il camino aveva parti del peso di circa un quintale cadauna);

B) "Ma come, lei non me lo monta compreso nel prezzo?!" (Il "montaggio" d'un camino può variare, a seconda delle  mille modalità possibili, dai 700/800 € sino ai 3-4000 € e magari qual camino costava 1500 €..);

C) Il nostro dipendente consegnatario (che da più di vent'anni a questa parte spende giornate al telefono solo per cercare (giustamente, no?) di soddisfare al massimo le esigenze di tempo dei clienti), spesso si trova alle prese con una cliente con la quale, ad esempio, aveva concordato il rendez-vous per la consegna alle 16 del pomeriggio, la quale cliente, dimentica dell'orario stabilito, come nulla fosse, gli dice.. "Beh, porti pazienza ma io prima delle ore 20 non sarò a casa, si figuri che devo ancora passare dalla parrucchiera";

D) Si è concordato un pagamento in contanti tra noi ed il cliente al momento dell'acquisto. Poi, al momento della consegna (da tener presente che noi concordiamo il giorno e l'ora della consegne ALMENO tre giorni prima con il cliente) il cliente non ha i contanti concordati e magari sfodera un assegno delle Poste Italiane (i più falsificati al mondo!!). Così, se va bene, il nostro dipendente deve aspettare che il cliente vada in banca a fare il prelievo che non aveva fatto prima oppure il mio collaboratore deve ricaricare il tutto e perdere magari mezza giornata oltre a tutte le spese che una trasferta comporta (E SON TANTE, CREDETEMI!);

MORALE DELLA FAVOLA/CONSIDERAZIONI PER EVITARE CHE CERTE SITUAZIONI NON SI DEBBANO PIU' VERIFICARE:

Nel caso A) i clienti hanno evidentemente travisato il concetto di "CONSEGNA" mutandolo in "PRETESA DI PRESTAZIONE DA SCHIAVO EGIZIANO". A questo proposito rammento a questi signori che la schiavitù finisce con Lincoln nel secolo XIX° e che, salvo non ci sia un ascensore utilizzabile (nel qual caso il mio dipendente farà il possibile per portare sino all'appartamento le varie parti del camino), il sollevamento di oggetti così importanti, FATTI SALVI I CONTRATTI DI TRASLOCHI,  è a carico dell'acquirente. Come da Usi e Costumi civilissimi in vigore in Italia più o meno da un centinaio d'anni.

Nel caso B) invece, il cliente confonde un termine singolo e semplicissimo quale "CONSEGNA" con una frase complessa quale "CONSEGNA CON PRINCIPESCO REGALO ANNESSO".

Nei casi C) e D), che accomuno, la dimenticanza o la sottovalutazione di un impegno preso diventa MALEDUCAZIONE soprattutto nei confronti di chi lavora, magari distante centinaia di km da casa, magari costringendo il mio dipendente a far brutte figure con il cliente che sta aspettando la consegna successiva.

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