201 AG ECCEZIONALE CAMINO LUIGI XVI SCOLPITO IN MARMO STATUARIO CARRARA

€ 25.000,00

Larghezza max 154 - Altezza max 107 - Larghezza bocca 114 - Altezza bocca 81 - Profondità pianale 42 cm
(Misure bocca controcuore: Larghezza 74 - Altezza 60 cm)
PREZZI IMPONIBILI: 
- CAMINO € 25.000
- CONTROCUORE (PER CHI LO DESIDERASSE) € 2000
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")

Quando mi trovo a principiare il commento di un'Opera d'Arte e d'Artigianato così potente, mi sento... impotente.
Scusate il gioco di parole ma... che mai potrei aggiungere alle immagini che scorrono loquacissime, chiarissime e, appunto, potentissime?!

Decido quindi di limitarmi (ma sarà vero?! Riuscirò a contenermi?!) ai soli dettagli "tecnici".

Partiamo dalla sua stoffa marmorea, lo Statuario Carrara.
Come tout le monde sa questa essenza è, in assoluto, ritenuta la più importante al mondo. Ma anche gli umani sono ritenuti gli esseri più importanti al mondo, eppure tra loro ci sono ENORMI differenze di qualità, consistenza, bellezza e via dicendo.
Un esempio per tutti (lo propongo al maschile per non inimicarmi il mondo femminile, nostro miglior cliente): Massimo Ceccherini sarà pur simpatico ma mica si può metterlo alla pari con il Gassman Alessandro, no?
E così è importante che vi faccia rilevare come la specifica qualità del marmo con cui è stato scolpito il nostro camino è a livelli letteralmente insuperabili. Attualmente, da una sola cava al mondo può cavarsi un materiale a quel livello e, guarda caso, questa cava ha nome "Michelangelo" in quanto fu proprio da essa che venne estratto il blocco per produrre la Pietà del nostro Buonarroti, la statua più famosa del globo terracqueo.
Insomma, il candore di questo marmo è davvero incredibile ed emozionante al vederlo de visu.

Cerchiamone ora le sue origini stilistiche.
E' indubbio che il suo stilismo appartenga alla grande famiglia del Neoclassico ed in particolare al momento Luigi XVI (ultimo quarto del Settecento).
Ma è altrettanto indubbio che qualche elemento strutturale e decorativo (vedremo poi quali) sia propriamente Napoleone III (Seconda metà dell'Ottocento).

E qui mi serve fare una piccola (GRANDE) sosta con relativa riflessione:
Molti antiquari italiani (in specie quelli erremosciati, sé dicenti veterocomunisti in giacca di cachemire e Patek Philippe al polso) storcono il naso al sentir parlare dello stilismo Napoleone III..
Novello Carneade, Napoleone III, chi era costui?
Napoleone III, uno stile non stile.
Napoleone III, la decadenza dell'Artigianato con la A maiuscola..
E così via..
Ebbene, io non mi sono mai sentito "un antiquario", anzi, ancor oggi, dopo quasi mezzo secolo di vita nel Bel Mondo Antico, mi sento imbarazzato quando qualche cliente mi gratifica di questo titolo.
Io, infatti, ho accumulato una certa esperienza nel SOLO ambito dell'antico caminetto e MAI avrei avuto il coraggio di affrontare uno scibile umano... sovrumano, come quello che va dai chiodi della croce di Gesù Cristo alle consolle Impero, passando attraverso lucerne romane ed etrusche funerarie decorazioni, credo che neppure Pico della Mirandola avrebbe potuto incamerare nel suo pur capiente cranio una simile mole di Sapienza.
Forse Leonardo ci sarebbe riuscito, ma di Leonardi, il Borgo di Vinci non ne ha prodotti più.
E così, quando accade che, parlando d'antichi camini d'epoca Napoleone III, l'antiquario (in questo caso me l'immagino come un muezzin che, dall'alto del suo minareto, propaga LE SUE DIVINE CERTEZZE alle folle ignoranti e idolatranti) affermi che il periodo Napoleone III è il più scadente, beh, mi si muove il sistema nervoso perché so che non è vero, perché so che questa scuola stilistica ha aggiunto una sorta di perfezionamento/miglioramento al già esistente stilismo Luigi XVI, perché so che quell'antiquario non ha dedicato una vita alla scoperta dell'antico camino ma solo qualche sporadico momento eppure nonostante questa sua pochezza di conoscenze si erge a muezzin del caso.
A DIFESA DELLO STILISMO NAPOLEONE III:
L'affascinante camino che sto qui presentandovi é d'epoca Napoleone III.

Ora che mi sono sfogato un poco, torniamo al piacevole esame del nostro piacevolissimo esemplare e completiamo il "discorso Stilismo" rilevando quali siano gli elementi strutturali e decorativi che gli Ateliers des Arts Napoleone III hanno portato in dote al primario stilismo Luigi XVI che è la base primaria del nostro camino:

A) Innanzitutto la struttura delle sue gambe, più larga di spalle e di profondità del focolare (questo era un elemento tecnico, maggior profondità significava maggior difesa dalla fuoriuscita dei fumi, cosa importantissima soprattutto nel momento dell'accensione);

B) Rimanendo alle gambe, il "barbacane" (appellativo usato dagli scultori per esprimere il concetto di una gamba che, risalendo, aggetta in avanti nella parte superiore e diventa essa stessa mensola o capitello ) viene rivestito/costituito di foglie d'acanto. Questa particolare "costruzione" del barbacane/foglie d'acanto la potrete ritrovare nella stragrande maggioranza dei più importanti camini neoclassici di questa epoca, tanto che diverrà una sorta di "marchio di fabbrica" (o, se preferite, un "marchio d'epoca");
 
C) Nella struttura ancora abbiamo, a differenza dei "normali" camini Luigi XVI, 1) un pianale ispessito (sostanzialmente raddoppiato di spessore) attraverso l'aggiunta di eleganti gole e controgole (elemento quindi anche decorativo), 2) l'aggiunta di "baguettes" intorno alla bocca del camino. Queste baguettes sono delle striscie marmoree larghe mediamente una decina di cm le quali hanno la funzione di restringere la bocca del camino (e lo fanno in modo discreto ed elegantissimo) e di aiutare così la risalita del fumo;

D) L'uso molto più diffuso di elementi decorativi quali il perlage (o "lavorazione a corallo" che si voglia dire), i nastri ed altri decori già esistenti  in periodo Luigi XVI ma rarissimamente usati in quanto lo stilismo Luigi XVI, se d'epoca, era molto più morigerato, quasi e volutamente monastico. Insomma, al contrario del nostro Napoleone III, s'ingioiellava meno. Una novità esclusiva rispetto al primigenio Luigi XVI sono le decorazioni ai fianchi.
Qui si rende necessario un chiarimento: Sino al 1790 circa (data ad uso e consumo degli addetti ai lavori) i questo genere di camini non aveva i fianchi in marmo, fianchi che sino a quel momento venivano realizzati in muratura (sottile affinché non ci fosse troppo peso a gravare sui solai in legno dell'epoca) poi intonacata e pitturata.
Nella seconda metà dell'ottocento e quindi nel periodo del nostro camino i fianchi venivano quindi già realizzati in lastre di marmo. Non solo, dette lastre (potrete averne conferma scorrendo tutte le immagini di questa scheda) nei camini più importanti venivano decorate attraverso riquadrature scanalate nel marmo.

ANDANDO AVANTI DI QUESTO PASSO, SE DOVESSI COMMENTARE TUTTI I PARTICOLARI STILISTICI E DECORATIVI DI QUESTO SIGNOR CAMINO, RISCHIEREI DI ANNOIARVI..
EPPOI ORMAI LO SPAZIO A DISPOSIZIONE E' QUASI ESAURITO.
ESORTO QUINDI LA PERSONA CHE POSSA ESSERE INTERESSATA AL SUO ACQUISTO DI VENIRCI A TROVARE E PROBABILMENTE LE MIE PAROLE, PARLATE O SCRITTE, SARANNO SUPERFLUE.
PERCHE' BEN POCHI CAMINI AL MONDO SON BELLI COME QUESTO.

STILISMO PARIGINO (Il migliore al mondo dal Rinascimento in poi), SCULTURA PIETRASANTINA (Insuperata da più di duemila anni), PERIODO NAPOLEONE III (A mio parere, il più raffinato di sempre), PERFETTA CONSERVAZIONE.









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