224 CAMINETTO LUIGI XVI "MARGUERITE" IN MARMO BIANCO DI CARRARA PROVVISTO DI CONTROCUORE D'ORIGINE E "RIDEAU"

€ 5.400,00

Larghezza max 124 - Altezza max 105,5 - Larghezza bocca 51 - Altezza bocca 60,5 - Profondità pianale 38 cm. (Le misure bocca si riferiscono alla bocca del controcuore)

PREZZO CAMINO IMPONIBILE € 5.400 COMPRESA CONSEGNA
PREZZO CONTROCUORE (PER CHI LO DESIDERASSE) IMPONIBILE €
1.200
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")


PREMESSA INDISPENSABILE:

PRIMA DI INIZIARE IL COMMENTO "SERIO" DI QUESTO SIMPATICISSIMO CAMINETTO, E' NECESSARIO CHE IO VI ERUDISCA RIGUARDO IL MISTERIOSO "RIDEAU" CITATO NEL TITOLO DI QUESTA SCHEDA.

IL RIDEAU ALTRO NON E' CHE UNA CHIUSURA (A GHIGLIOTTINA) DELLA BOCCA DEL FOCOLARE. LE LASTRE IN LAMIERA DI FERRO SALGONO E SCENDONO CON L'AUSILIO DI UNA CARRUCOLA A CATENA E DI DUE PESI IN PIOMBO (CONGEGNI QUESTI OVVIAMENTE NASCOSTI ALL'INTERNO DEL CAMINO).

VI PARE UN AGGEGGIO DA POCO?
LEGGETE QUI SOTTO E CAPIRETE LA FONDAMENTALE IMPORTANZA DI QUESTO INTELLIGENTISSIMO ACCESSORIO:

Rideau, una utilissima e comodissima chiusura che proteggerà la vostra abitazione dal rischio della fuoriuscita di qualche favilla dal focolare se e quando nessuno sia vicino al caminetto.

UNO DEI MOMENTI PIU' IMPORTANTI IN CUI IL RIDEAU POTRA' FAR COMODO AI MARITI E' QUESTO:
Sono le 11 di sabato sera, Ballando sotto le stelle è finito (e noi mariti continuiamo inutilmente a sperare che non torni mai più), vostra moglie pare "in buona", quindi...
...Quindi voi pensate che sarebbe il momento giusto per profittare ma ... mica potete abbandonare il caminetto acceso, no?!
In questo caso sì che potrete, vi basterà abbassare la saracinesca e potrete, in tutta tranquillità, corteggiare a fondo la vostra mogliettina.
Avrete buone possibilità di successo, salvo che, al posto dell'appena terminato "Ballando sotto le stelle", qualche disgraziato e masochista dirigente della Rai non abbia inserito in scaletta un remake di Dallas!!
Contro Bob e Sue Ellen voi non avrete alcuna possibilità di vittoria.

MA ORA TORNIAMO AL COMMENTO DI QUESTO CAMINO NEOCLASSICO, COMMENTO CHE SI PREANNUNCIA RICCO DI STORIA E DI CURIOSITA'.

LA QUALITA' DELLA SUA SCULTURA.
Un addetto ai lavori comprende subito come il nostro esemplare abbia avuto i natali in un laboratorio di scultura tra la Toscana e la Liguria, comunque nella zona di cavazione delle alpi Apuane. Lì si trovavano (e si trovano tuttora seppur in numero più limitato) i migliori scultori del mondo e proprio a questi grandi maestri si rivolgevano gli Ateliers des Arts parigini per realizzare le loro opere d'ingegno artistico.
Ma anche al profano non può sfuggire la qualità finissima dell'Ornato di questo caminetto e se qualcuno avesse qualche dubbio, venga a trovarci ed io gli proporrò confronti con altri meno importanti (ed anche meno costosi) caminetti similari ma scolpiti in terra gallica, tutta un'altra cosa, magari sempre dignitosa perché l'artigianato, a qualunque livello sia, va sempre rispettato, ma che sono ben lungi dal diffondere profumo d'Arte.

IL RAPPORTO TRA CARICO DECORATIVO E DIMENSIONI DEL CAMINO.
I clienti ottocenteschi erano ESATTAMENTE" come  quelli odierni, un poco tutti "genovesi" al momento di metter mano alla borsa.. Ma a loro favore (rispetto ai clienti moderni) spezzerò una lancia, questa: Loro (gli ottocenteschi borghesi benestanti) Loro, dicevo, avevano l'obbligo (questo imposto dalla MOGLIERA, la quale, questa sì, ERA DEL TUTTO IDENTICA ALLE MODERNE MOGLI, STESSA GRINTA ED IMPOSSIBILITA' DI CONTRADDITTORIO DA PARTE DEL MALCAPITATO MARITO!!) avevano l'obbligo, dicevo, di inserire un caminetto in ogni stanza e non uno solamente nella sala come capita ai moderni mariti.. Questo perché le amiche della moglie ne avevano uno per ambiente e la loro gentile consorte, mica poteva esser da meno, no?! Per farla corta, nell'ottocento andava così: La maggior parte dei soldi disponibili andava al camino del salone, quello, chiamiamolo così, "di rappresentanza", mentre i residui danari andavano ai 2, 3 o 4 camini delle camere da letto, i quali camini, ovviamente, avevano caratteristiche scultoree MOLTO più povere dell'esemplare privilegiato.
EBBENE, IL CAMINETTO CHE VI STIAMO PRESENTANDO E' CONTEMPORANEAMENTE, PICCOLO (nelle sue misurine "da camera") E RICCO (di carico decorativo d'alta finezza), IN SOSTANZA QUESTO RARO ESEMPLARE E', LETTERALMENTE, UNA BALENA BIANCA.

I SIGNIFICATI DELLE SUE SCULTURE:

Innanzitutto la margherita al centro del frontale.
Essa rappresenta Luigi XIV, il Re Sole.
Più che rappresentarlo, direi che lo ricorda, lo onora.
Come mai, vi chiederete, in un caminetto Luigi XVI si ricorda Luigi XIV?
Beh, qui entrano in gioco fattori, tanto per usare un termine alla moda, "sovranisti". Luigi XIV, infatti, fu il propugnatore della Grandeur francese, Versailles era la sua casetta di campagna (prima lui abitava al Louvre) e "Seul contre tous" (solo contro tutti) il suo motto, motto che a me ricorda molto Mussolini ("Molti nemici Molto onore").
Il fatto é che mentre noi italiani Mussolini ed il Fascismo l'abbiamo dimenticato il giorno dopo della caduta, i francesi la Grandeur del re Sole ce l'hanno ancora ben infissa nel cervello, e così, anche a distanza di 4/500 anni, chi ne ha l'occasione ringrazia ed omaggia Luigi XIV.
Sapete che ne penso io di questo fenomeno che pare non scalfito dal trascorrere del tempo?
Non ve ne importa nulla?
Beh, io ve lo dico lo stesso: Secondo me, questo fatto della Grandeur della loro Nazione, e quindi della innata Superiorità di ogni gallico rispetto agli altri abitanti del globo terracqueo, permette ai francesi di avere una gratuita e notevole autostima, un bel patrimonio, non vi pare?!

Poi la coppia di "Rose Parigi" posta alla sommità delle gambe.
Premesso che, da sempre e forse in ogni luogo del mondo, il fiore della rosa rappresenta la purezza, la gioventù, la bellezza femminile (il bocciuolo, nel senso di "fiore non ancora aperto" rappresenta in particolare la castità femminile), premesso quanto sopra, dicevo, dentro di me quando vedo una "Rosa Parigi" il primo pensiero va ad Edith Piaf ed alla sua "La vie en rose" ("Quando lui mi stringe tra le braccia.. e mi parla a voce bassa... io vedo la strada di color rosa"), perché quella melodia, di rosa fatta, é essa stessa l'Immagine di Parigi.. Alla città di Parigi questo fiore appartiene da sempre, sin dagli antichi astronomi i quali avevano, nel medioevo, tracciato la "Linea della rosa", sostanzialmente "il meridiano 0" che poi è stato sostituito solo alla fine dell'800 da quello di Greenwich. Infinite, poi,  le interpretazioni esoteriche del rapporto Rosa/Parigi.
Insomma non é possibile scindere questo fiore da questa città (lo sapevate che la più diffusa -almeno in Europa- specie di rosa si chiama "Gallica"?!) e poiché i parigini tanto la amano e la rispettano, io non ci vedo nulla di male a lasciar loro lo scettro ideale su questo fantastico fiore.

Ora andiamo ad esaminare cosa ci porta in dote il suo controcuore (realizzato da un ottocentesco artigiano in lastre d'ottone ribattuto manualmente per poi esser cerato a grafite) sulle quali superfici, posti "a tapisserie" (cioè diffusi in modo geometrico a copertura omogenea di ogni spazio) troviamo tanti piccoli e graziosi "simboli".
Sono dei fiori?
No..
Delle croci?
Neppure..
Ve lo dico io cosa rappresentano perché, salvo non siate un novello Pico della Mirandola, non potreste mai risolvere il quesito: Queste decorazioni (che paiono appunto Fleur de Lys o croci bizantine) sono invece delle "crociere" in legno sulle quali sono appese per la loro essiccazione le pellicce di ermellino, allevamento diffusissimo in Borgogna tanto che i Duchi (di Borgogna, ovviamente) ne avevano fatto il loro blasone (poi tramutato, credo però solo nell'Ottocento, in Fleur de Lys).
Insomma, acquistando questo caminetto in cui compaiono Duchi e Re di tanta importanza, chissà, forse potreste anche voi nobilitarvi, certamente farete schiattare d'invidia i vostri amici, loro, ahimè, di provenienza popolare.


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