017 IL FUMISTA, QUESTO SCONOSCIUTO

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Titolo del tema di oggi: IL FUMISTA, QUESTO SCONOSCIUTO.

Sottotitolo: VI SCONGIURO, NON MONTATE SUI MIEI CAMINETTI I TRAGICI FOCOLARI PREFABBRICATI!!!"

Stavolta il mio consueto commento inerente gli amati caminetti antichi non tenterà di volare sulle ali della poesia, ma andrà diritto diritto verso argomenti più terricoli e necessari.

OGGI, LA GRAN PARTE DELLE CORNICI PER CAMINETTO VIENE COMPLETATA CON UN FOCOLARE (DEL TIPO DI QUEL MONOBLOCCO NERO QUI PUBBLICATO..). E QUESTA COSA CAPITA ANCHE, PURTROPPO AI CAMINETTI ANTICHI.. IL FATTO E' CHE IN ITALIA MOLTI FOCOLARI "FANNO FUMO" PER VIA DEL FATTO CHE NOI ITALIANI ABBIAMO FATTO REALIZZARE IL MONTAGGIO DEI NOSTRI CAMINETTI AI MURATORI, IN LUOGO DI RIVOLGERCI AI GIUSTI PROFESSIONISTI, I FUMISTI.

Lo spunto per questa mia perorazione odierna a favore di una corretta quanto tradizionale costruzione del focolare del caminetto me lo dona una telefonata appena ricevuta..

Chi mi chiama è un industriale degli insaccati (ve ne accorgerete dal discorso che fa..), il quale mi dice, papale papale, “Signor Maurizio, ho appena messo in funzione il caminetto della mia nuova casa ed il salone è diventato una camera di affumicazione per spek! Lei può aiutarmi a risolvere il problema? Son disposto a tutto, che devo fare!?” Avrei voluto rispondergli che sarebbe bastato che questa sua telefonata l’avesse fatta prima di montare il caminetto anziché dopo, ma.. non ho voluto infierire ed ho rispettato il suo dolore dandogli il numero telefonico d’uno specialista in focolari (IL FUMISTA) che abitava dietro casa sua.

Ecco, di telefonate così "drammatiche" io ne ricevo tante, tantissime, e la tendenza è all’aumento del loro numero, con mio grande rammarico se penso agli sforzi che noi tutti addetti al settore facciamo da decenni per far conoscere ai nostri clienti l’esistenza dei professionisti del settore, i fatidici e solo apparentemente introvabili “FUMISTI”.

Il fatto è che il Signore delle Mortadelle, al momento di far montare il suo caminetto, che ha fatto? E’ andato verso il muratore che gli stava intonacando la parete e gli ha chiesto: “Pasquale, tu sai montare un camino?!” Ovvio che il Pasquale, colpito nell’orgoglio, gli ha risposto di sì, anzi, gli ha magnificato quella sua specifica abilità raccontandogli di come proprio pochi mesi prima abbia magistralmente costruito il caminetto di sua zia Carmelina.. E così il nostro Pascà raccoglie nel cantiere stesso qualche laterizio e qualche malta cementizia a suo insindacabile parere idonei al misfatto che sta per compiere ed in un battibaleno pone in opera caminetto e focolare con pareti interne fatte di mattoni “faccia a vista” (terribile “effetto pizzeria”..). Tutto bene, si fa per dire, almeno sino al fatidico momento dell’accensione, ma lui, il Pascà, a quell’avvenimento si guarda bene dal partecipare!

Questo avviene in Italia, paese nel quale l’Associazione Fumisti e Spazzacamini Italiani (A.N.F.U.S) nasce alla metà degli anni ’90 (1990, eh, mica nel ’90 avanti Cristo..), mentre in Francia (ad esempio) si ha notizia della Corporazione dei Fumisti intorno alla metà del settecento! Pare, insomma, che gli italiani siano refrattari al rivolgersi alla persona giusta per un compito così delicato e, semmai un tempo avessero avuto come scusante la difficoltà di trovare un fumista sulle diaboliche Pagine Gialle, oggi, con l’avvento massiccio di internet, questa scusa non vale più, eppure tutto continua come prima, come sempre. Mah, misteri italiani..

Comunque, ora che ho sprecato quasi tutto lo spazio a mia disposizione per raccontarvi la storia del nostro norcino industriale e del suo complice Pascà, dedicherò le ultime righe rimastemi a qualche consiglio sulla corretta costruzione d’un caminetto.

Regole pratico-estetiche minime ed imprescindibili:

a) La canna fumaria deve essere realizzata in acciaio, con diametro idoneo alla superficie bocca della vostra cornice (un fumista farà due conti e vi dirà che canna acquistare oppure ve la fornirà e la monterà lui direttamente..);

b) La “raccolta dei fumi” (vedasi fotografia, laddove la raccolta dei fumi, detta anche volgarmente “cappa”, pare rivestita di alluminato domopak ..) deve essere in acciaio o comunque di materiale ferroso e sottile il più possibile, in modo che la sua superficie si riscaldi al primo accender di fuoco. E’, questo, il momento più delicato nel sistema di risalita dei fumi e non va realizzato con i mattoni del cantiere, i quali rimarrebbero freddi per troppo tempo (il tempo della “affumicazione per spek”);

c) Le pareti interne del focolare vanno intonacate, come quelle che vedete nella immagine pubblicata. Il vostro caminetto, infatti, non è quello “dei Flintstones” né quello “delle fiabe”, bensì un caminetto d’arredo. Non ci dovete far sobbollire la polenta dentro né abbrustolire grigliate pantagrueliche, ma semplicemente accendere un fuocherello dal quale ricevere tepore ed intimità, in una parola, “atmosfera”.. Tanto più che oggi avete a disposizione eccezionali materiali per intonaco refrattario, addirittura già colorati (il color ocra è il più diffuso, ma sarà possibile avere il colore desiderato attraverso l’uso di ossidi in vendita presso qualunque rivenditore di materiali edili);

d) Ultima nota: So bene che in Italia molti (Molti?!? Moltissimi, per non dire quasi tutti..) si fanno abbindolare dal venditore di turno di moderni focolari prefabbricati. Non sempre, ma molto spesso, detto venditore, per convincere il suo cliente della bontà del prodotto oggetto del suo commercio, gli dice che … “Solo il prefabbricato dà certezza di funzionamento..”. Nulla di più falso, è infatti certamente meglio un focolare “in opera” se costruito da un maestro fumista secondo le giuste regole e su misura della vostra cornice.

Eppoi, scusatemi, ma vi pare giusto che dentro una antica cornice bruci un fuoco avente sullo sfondo un dispendio di tragiche “K” (iniziale di kaminus) o l’insopprimibile logo di quasi tutte le marche moderne, cioè quel fuocherello appuntito nascente da due o tre ceppi di legna stilizzati!? Uno dei maggiori produttori italiani di focolari prefabbricati produce esemplari con l'interno rivestito in ghisa.. Ebbene, nella parete di fondo appaiono, in stampatello maiuscolo, NOME DELLA DITTA, INDIRIZZO E, DULCIS IN FUNDO, IL NUMERO DI TELEFONO!!
Chissà che poesia potrà mai generare quel povero caminetto che si vedrà accoppiato a cotanta VOLGARITA'..

MORALE DELLA FAVOLA: Semmai qualche lettore, di qualunque parte d’Italia, avesse bisogno di qualche “dritta”, sarò felice di comunicargli nomi e recapiti dei fumisti ad egli più vicini, professionisti ai quali sarà possibile rivolgersi nella massima tranquillità di buona riuscita.

QUANTO PUO' COSTARE (MEDIAMENTE) LA COSTRUZIONE DI UN FOCOLARE TRADIZIONALE (COMPRESO, OVVIAMENTE, IL MONTAGGIO DI UNA CORNICE DI MEDIA DIMENSIONE IN MARMO, PIETRA O LEGNO), MATERIALI E MANODOPERA COMPRESI?!
CIRCA € 2500, PIU' O MENO QUANTO VI COSTEREBBE IL SOLO "MONOBLOCCO" IN GHISA...

MEDITATE GENTE, MEDITATE.

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