099 PIU' CHE UN CAMINETTO, DA PARMA UNA GRAN BELLA STORIA

€ 1,00

QUESTA E' L'UNICA SCHEDA DI QUESTO SITO COMPILATA IN MODO, SPERO PIACEVOLMENTE, STRANO.
SCORRETELA TUTTA (LA SCHEDA) E COMPRENDERETE LA SUA ECCEZIONALITA'

LARGHEZZA CORNICE CM 135, ALTEZZA CM 110

IL PREZZO NON LO CONOSCO (ALTRO RECORD: UNICA SCHEDA SENZA PREZZO) SO SOLO CHE SARA' MOLTO LIMITATO NONOSTANTE LA NOTEVOLE QUALITA' (MEGLIO SAREBBE SCRIVERE UNICITA') E LA IMPORTANTE STORIA DI QUESTO CAMINO.

QUESTO CAMINO E' STATO DA ME VOLUTAMENTE COLLOCATO TRA GLI ULTIMI DI QUESTA SEZIONE MA NON PERCHE' "GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI" BENSI' PERCHE' SO PER ESPERIENZA CHE CHI GIUNGE SINO A VISIONARE GLI ULTIMI ESEMPLARI E' UNA PERSONA APPASSIONATA E/O SERIAMENTE INTERESSATA.
ED A QUESTO PARTICOLARISSIMO CAMINO SERVE PROPRIO UN ACQUIRENTE COSI', AMANTE DEL BELLO E DEL VISSUTO, UN ACQUIRENTE CHE CERCHI ANCHE UNA STORIA E NON SOLO QUALCHE PEZZO DI MARMO MESSO INSIEME.

Dovete sapere che questo caminetto è appartenuto ad un uomo che tutto il mondo ci ha invidiato
per le sue capacità (organizzative ed inventive) ma anche per la sua emilianissima UMANITA'..
Un uomo che ha conosciuto (perché da lì veniva) la povertà ed il valore del lavoro e non se n'è mai dimenticato, anzi!
Non intendo farne qui il nome (che rivelerò, solo all'acquirente del nostro camino) perché tengo alla privatezza di questa grande personalità, vi dirò solo che, emigrante in America del sud, dopo aver messo da parte alcuni risparmi, rientrò nella sua patria (Parma) ed iniziò a lavorare in proprio, accumulando nel tempo e mettendo a frutto la bellezza di oltre 300 brevetti. Il tutto indirizzato alla fabbricazione di un prodotto del tutto innovativo, che girò il mondo e tuttora non può mancare in ogni casa del globo terracqueo anche se non è più lui a fabbricarlo.
Duecentomila (DUECENTOMILA) i mq della sua fabbrica più grande, questo per darvi un'idea delle dimensioni cui lo portò il suo ingegno e la sua dedizione al lavoro.
Oggi il nostro eroe ha una novantina d'anni e sta trascorrendo la sua vita nel paese natale (a due passi da Parma, non mollerà mai le sue radici). 
Lui, che nel tentativo di salvare la sua azienda (e soprattutto i suoi operai!!) da una di quelle gravi crisi che periodicamente attraversano la nostra "civiltà dei consumi" ha profuso tutti i guadagni d'una vita (miliardi e miliardi di lire), oggi vive (sicuramente nella serenità dei giusti) con la pensione minima.

PERCHE' VI RACCONTO DI QUESTA STORIA?
FORSE PER DAR MAGGIOR VALORE AL CAMINO CITANDONE L'ILLUSTRE PROPRIETA'?!
(NDR: Fosse stato di proprietà d'un giocatore di pallone, magari di quelli tatuati anche sul naso e con quegli strani pennacchi in testa, beh, allora avreste ragione, e l'avrei pure fatto, visto che il mondo è pieno di idolatranti decerebrati tifosi che per un simile feticcio pagherebbero qualunque cifra).

SE NON VI METTETE A RIDERE VI CONFESSO COSA MI HA SPINTO A NARRARE QUESTA STORIA..
QUALCUNO CHE RIDE.. L'HO SENTITO... MA RIDEVA PIANO, EPPOI ERAN POCHI..
VA BENE, MI CONFESSO:

Alcuni anni fa ho letto in un romanzo di Giorgio Saviane (che non c'entra nulla con il moderno Saviano Roberto) un concetto sulla Bellezza che mi ha fatto pensare molto, un pensiero che mi torna alla mente di tanto in tanto, quando, di Bellezza, mi capita di abbeverarmi..

"La Bellezza è da scovare..."
Un oggetto può non piacere per quanto mostra di sé, ma può piacere, se lo ammiri bene, se cerchi d'entrarci dentro, per una sensazione strana avvertita mentre lo guardi, un fruscio nell'aria mentre sei assorto, un senso di Piacere che non capisci da dove viene però t'invade, una "armonia illogica" che ti prende e ti fa dire.. "Questo è bello".
La Bellezza, quindi, è anche questo, una "Illogica Armonia".

Ebbene, mi son fatto convinto che la "illogica armonia" che io ho trovato in questo camino dipenda dalla sensazione che io ho quando lo guardo: Io trovo bello questo camino perché lo immagino un tutt'uno col suo padrone, me li vedo, uno ACCANTO ALL'ALTRO, come una cosa sola, inscindibile.
Per ora non mostro altre fotografie ma ne possiedo una nella quale, vicinissimo al camino, si vede la piccola scrivania sulla quale il padrone di casa scriveva, rifletteva, inventava, sicuramente in ciò aiutato dall'atmosfera di quella dolce fiamma.

CONFESSIONE FINITA, ORA DUE PAROLE SU QUESTA SCULTURA FATTA CORNICE PER FOCOLARE:

Al contrario della quasi totalità dei camini antichi in commercio, questo esemplare è stato scolpito su SPECIFICA COMMISSIONE (E' QUINDI UN ESEMPLARE UNICO AL MONDO) ed è pure...italianissimo.

Italiano nel suo bianco marmo (e vabbé, questo è normale, il Bianco Carrara era solo in Italia e dalla Cina, per fortuna, ancora non giungeva la bianca e famigerata "pasta di marmo" (CIOE' SCARTI DI MARMO D'OGNI SORTA POLVERIZZATI E MESCOLATI CON CHISSA' QUALI MEFITICI COLLANTI E COLORANTI) che ha inondato Tout le Monde di un pessimo surrogato del marmo più nobile del globo terracqueo.

Italiano nella scultura (anche questo é quasi normale perché la BIMILLENARIA scuola di scultura italiana ed i costi bassi della nostra manodopera (lo sapevate che gli scultori e gli scalpellini italiani erano sostanzialmente, "i cinesi" ante litteram dell'ottocento?!) consigliavano anche le case produttrici francesi ed europee in genere a "delocalizzare" la loro produzione in Italia.

Ma qui si parla di una opera "locale", eseguita da uno scultore che non era della zona delle Alpi Apuane (dove c'era la grande maggioranza dei laboratori di scultura italiani ed una conoscenza "tecnologica" incredibilmente raffinata) ma, secondo me, molto più vicino geograficamente... Era uno scultore bravo, più che onesto, insomma, e certamente uno dei migliori della nostra zona. Direi proprio che anch'esso era un emiliano.

Italiano anche il suo "progetto", il disegno, voglio dire, su cui si è basato lo scultore.
Credo l'abbia eseguito un architetto che un qualche giretto all'estero deve averlo fatto, in particolare in Francia (che poi è la terra dello Stilismo dalla fine del Rinascimento italiano in poi).
Dico così perché nel nostro caminetto abbiamo tre elementi architettonici tratti (e poi interpretati a modo suo..) da altrettanti modelli francesi.
Vediamoli insieme:
Le gambe
Appartengono ad un modello di camino d'epoca Secondo Impero, il classico ed elegantissimo Demi-Lune. Sono anche scanalate e/o riquadrate proprio come avveniva nel modello di cui sopra;
Il frontale
E' un classico barocco, in uno stile Luigi XV che l'Ottocento ha molto ammorbidito, rendendolo più leggero ed elegante. C'è da dire che le decorazioni del frontale sono ( e mi paiono anche abbastanza carine) farina del sacco del disegnatore, stavolta nulla di "rubato" allo stilismo gallico.
Il pianale
Ha la linea classica e filante d'un caminetto Reggenza francese. C'è da dire che questa linea è andata molto di moda un poco in tutto il Nord Italia, Lombardia in particolare. In quella regione il pianale in stile Reggenza era molto più ampio, molto più largo del fusto del camino, tanto che prese il nome di  "ala di gabbiano". Anche nel nostro caso la larghezza del pianale va un poco oltre il fusto del camino, però pochissimo, solo un elegante leggero aggetto. 

PROVENIENZA PARMENSE, OTTIMA CONSERVAZIONE, EPOCA TRA LA FINE DELL'OTTOCENTO ED I PRIMI DEL NOVECENTO.

AVVERTENZA IMPORTANTE: QUESTO CAMINO, SE NON MODIFICATO (COSA POSSIBILE MA DA CONCORDARE INSIEME A NOI), PUO' ESSERE MONTATO SOLO AD ANGOLO. 





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