010 CAMINETTO LUIGI XV POMPADOUR "BOMBÉ" SCOLPITO IN MARMO BIANCO CARRARA

€ 1.800,00

Larghezza max 110 - Altezza max 97 - Larghezza bocca 80 - Altezza bocca 83 - Profondità pianale 33,5

PREZZO IMPONIBILE € 1800 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")

Il modello di camino che vi sto presentando in questo strano commento é il primo modello costruito in serie al mondo.
E' il Pompadour Bombé, infatti, il caminetto che, per via del suo contenutissimo costo, soddisferà il sogno dei primi borghesi europei, quello di avere un caminetto per ogni stanza (quelle da letto comprese), cosa sino a quel momento possibile solo ai nobili, agli alti prelati ed ai Berlusconi dell'epoca.

MA E' VERO CHE... "TUTTI POSSONO ARRICCHIRSI SALVO I POVERI"?!

Qualcuno ricorda la storia di Reginaldo Cirò?!

No, siete tutti troppo giovani, il che significa, purtroppo, che il vecchio son io..

Vabbé, bando alla malinconia ed andiamo a narrare la storia del nostro Reginaldo, storia che col nostro caminetto c'entra e non c'entra, ma che a me piacerà ricordare a tutti voi..

Era un operaio calabrese di Torino, al quale, nella immediatezza del sorteggio ad una Lotteria di Capodanno di troppi decenni fa (Primo premio 100 milioni di lire, conduttrice la mamma o nonna della Carrà perché non é possibile che sia la stessa Carrà di oggi, no?!), gli amici calabro-torinesi fecero uno scherzo atroce: Sparsero la voce che il vincitore era lui, il nostro Reginaldo, indicandone anche l'indirizzo di casa e luogo di lavoro..

Fu un assedio vero e proprio, in prima pagina foto del Cirò anche quand'era in fasce, ai giornalisti di tutt'Italia pareva interessare solo del Reginaldo e quindi via ai titoloni sui giornali ... "SCOVATO IL VINCITORE DELLA LOTTERIA, E' UN IMMIGRATO CALABRESE !!".... "INTERVISTA ESCLUSIVA AL FORTUNATO NABABBO !!" etc.. etc...

Ma i più feroci (e temibili..) furono i parenti rimasti nella terra natia, i quali, sino al decimo grado di consanguineità, si ritennero soci della tanta fortuna piovuta sul loro amatissimo Reginaldo e quindi si presentarono al suo lillipuziano alloggio in numero da esodo biblico, ben intenzionati ad accamparsi lì sino alla soddisfazione pecuniaria e parentale..

Il Cirò rimase dapprima inebetito e poi si fece prendere dalla paura, tanto da commettere l'errore che gli fu fatale: Decise di scappare.

"Vado alla stazione a comprare le sigarette" disse alla moglie..

Ed alla stazione ferroviaria ci arrivò davvero, ma con l'intenzione di recarsi all'estero, magari in Germania, per sfuggire a tutto e tutti..

Lì, però, lo riconobbero i ferrovieri, i quali dapprima fecero per festeggiarlo, ma poi, a causa della reazione scorbutica del Cirò, una spinta di qua, una sberla di là, iniziarono a menarlo di brutto..

Fu così che il Reginaldo perse il treno, tre denti, il portafogli e dopo di questo accadimento anche il posto in fabbrica..

MORALE DELLA FAVOLA: PARREBBE CHE I "POVERI" (CIOE' TUTTI NOI CHE NON CI CHIAMIAMO BERLUSCONI, AGNELLI O TRONCHETTI..) NON POSSANO ARRICCHIRSI, NEPPURE.. PER FINTA!!"

"Parrebbe", ho scritto, perché, invece, io penso (come credo anche tanti di voi pensino.) che la vera ricchezza consista nel contentarsi di quanto noi si possa avere, come, ad esempio, questo bellissimo camino ricco di storia e d'arte, di maestria scultorea e di linee armoniose, una "cosa" possedendo la quale é possibile sentirsi ricchi anche senza i miliardi della Lotteria di Capodanno!

SCULTURA DEI PRIMI DECENNI DELL'OTTOCENTO, INCREDIBILE (E' PERFETTA) CONSERVAZIONE, RITROVAMENTO PARIGINO, COSTRUZIONE ITALIANA, MARMO BIANCO DI CARRARA QUALITA' "P" (LA "P" E' L'ABBREVIATIVO DI "PURO").

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