314 CAMINO "CAPPELLO DI GENDARME" SCOLPITO IN ONICE

€ 2.300,00

Largh. max 145 Alt. max 111 Largh. bocca 106 Alt. bocca 98 - Profondità 18

PREZZO IMPONIBILE € 2300 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")

Questo esemplare di caminetto Luigi XIV italiano (PROVENIENZA PADOVA) ci permette di ritornare sul discorso degli stili e del rapporto tra l'Italia e lo stilismo "internazionale", che poi era quello europeo. Magari il mio discorso vi apparirà un poco noioso, ma se siete interessati a questo elegante e prezioso esemplare, beh, leggetemi sopportandomi e scoprirete molte cose sul "vostro" caminetto.
Tutti sanno che alla fine del Rinascimento il pallino nel gioco dello Stile  finisce in mano francese per non tornare più (come molti illusi nostri connazionali millantano) nelle patrie terre.. Partendo dal Seicento, TUTTI i nomi degli stili cantano la Grandeur francese: Luigi XIV, Luigi X, Luigi XVI, Luigi Filippo (mi pare che coi Luigi abbiamo finito), Direttorio, Impero, Carlo X, Napoleone III, Art Nouveau, Deco'...
E l'Italia, terra di navigatori, santi e poeti, che stava a fare?!
Copiava, per almeno 500 anni abbiamo copiato, ammettiamolo e smettiamola con l'usurpata e falsa manfrina che l'Arte sia solo italiana.. Lo è stata, certo, ma "i barbari" ci hanno superato e colonizzato, appunto, da circa 500 anni e noi dobbiamo smetterla di cercare di vivere di rendita, altrimenti ci rendiamo ridicoli...
In Italia succedeva questo:
Lo stilismo si faceva in Francia (in particolare negli Ateliers des Arts di Parigi), qualcuno (qualche italiano) orecchiava e riportava nella sua regione quello che dello stile in voga aveva capito (in genere poco e male). Non solo: Tutto queste scopiazzature avvenivano in tempi biblici (cioè in ritardo, MAI in tempo utile) ed erano pure "regionalizzate".. Spiego meglio questo termine: In Italia esisteva lo stile Luigi XV genovese, veneziano, napoletano e, dulcis in fundo, siciliano!! Insomma, ogni regione, comune o staterello piegava a modo suo quell'importato stilismo..

RARAMENTE L'ARCHITETTO CHE DISEGNAVA I CAMINI PER LA CASA DI CUI AVEVA REALIZZATO IL PROGETTO AVEVA CONTATTO DIRETTO CON LO STILISMO D'OLTRALPE. IL PIU' DELLE VOLTE, INFATTI, QUESTO PROFESSIONISTA ORECCHIAVA DA QUALCHE SUO COLLEGA O SEDICENTE MAESTRO E DISEGNAVA QUEL CHE POTEVA, SALVANDO IN GENERE DI OGNI STILE SOLO POCHE REGOLE GENERALI, CON RISULTATI IL PIU' DELLE VOLTE DELUDENTI.

STAVOLTA NON E' COSI', L'ARCHITETTO "PADOVANO" CHE HA DISEGNATO QUESTO CAMINO, OLTRE A CONOSCERE LE REGOLE AUREE DELLO STILE LUIGI XIV, DI QUESTO STILE CONOSCEVA ADDIRITTURA UNO SPECIFICO MODELLO, IL SOPRACITATO "CAPPELLO DI GENDARME" (NOMIGNOLO DERIVANTE DALLE LINEE "A LUNETTA" DEL FRANCESE CAPPELLO DELLA GENDARMERIE, ANTICA E NUOVA) E QUESTO MODELLO HA, PARI PARI, REALIZZATO.
SE PROPRIO DOVEVA COPIARE, BEH, POSSIAMO DIRE CHE, ALMENO, LUI, HA COPIATO BENE!
E' INTERESSANTE ED ESPLICATIVO DELLA CONOSCENZA STILISTICA FRANCESE DA PARTE DEL NOSTRO ARCHITETTO ANCHE L'USO DI UN MATERIALE PREZIOSO COME L'ONICE, MATERIALE PER NULLA USATO IN ITALIA IN FATTO DI CAMINETTI MENTRE IN FRANCIA ERA UN FATTO DI UNA CERTA FREQUENZA.

COMPLIMENTI, QUINDI, ALLA PENNA ED AGLI STUDI D'ARTE DELL'ANTICO ARCHITETTO CHE QUESTO CAMINETTO HA REALIZZATO NELLA SECONDA META' DELL'OTTOCENTO IN QUEL DI PADOVA.

P.S: SE AVRETE LA PAZIENZA DI SCORRERE TUTTE LE IMMAGINI, NELL'ULTIMA VEDRETE QUESTO CAMINO PRIMA DEL NOSTRO SMONTAGGIO. SONO STATO INCERTO SUL MOSTRARVELA IN QUANTO IL CAMINETTO RISULTA CHIUSO (ED ANCHE IN MALO MODO..), POI HO PENSATO CHE, SE NON ALTRO, QUESTA FOTOGRAFIA, IN UN MARE DI FALSARI COME L'ITALIA E', DIMOSTRA DELLA AUTENTICITA' DEL NOSTRO CAMINETTO, QUINDI VE LA MOSTRO.
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