603 CAMINO LIBERTY IN NERO (BELGIO) E VERDE (MALACHITE)

€ 5.800,00

Larghezza max 163 Altezza max 110 Larghezza bocca 116 Altezza bocca 86 Profondità pianale 47
PREZZO IMPONIBILE € 5800 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")


IMPORTANTE CAMINETTO D'EPOCA PRIMO LIBERTY (1880-90) SU IMPIANTO ARCHITETTONICO NEOCLASSICO (MOLTO VICINO ALLO STILISMO LUIGI XVI E PER QUESTO SARA' INSERITO ANCHE IN QUELLA SEZIONE), SCOLPITO IN MARMO NERO BELGIO CON INCROSTAZIONI IN MALACHITE, PROVENIENZA BORDIGHERA, OTTIMA CONSERVAZIONE GENERALE, "PEZZO UNICO".

Che dire, di questo splendido ed oltre misura raffinato caminetto?
La prima sensazione è di grande maraviglia, come sempre capita quando ci si trova dinnanzi ad una cosa inaspettata, che non si pensava neppure esistesse..
Questo è il destino (almeno quando essi sono piacevoli e felicemente originali..) dei cosiddetti "pezzi unici", cioè di quei caminetti che sono stati disegnati da un architetto unicamente per quella dimora, e non per una produzione "in serie".

Superata la inevitabile meraviglia iniziale, andiamo ad esaminare questo oggetto d'arte nelle sue particolarità, punto per punto:

A) I MATERIALI SCELTI PER LA SUA REALIZZAZIONE.
Come si conveniva in epoca Art Nouveau, od almeno come si conveniva a chi "poteva", a chi, insomma, aveva una borsa gonfia di sesterzi, i materiali del caminetto dovevano essere PREZIOSI..
Se nero doveva essere il colore del costruendo manufatto, beh, allora era necessario provvedersi del più prezioso Nero al mondo, cioè il Nero del Belgio, appellato anche, giustamente, "Noir Fin".
E per le incrostazioni verdi?!
Per quelle, fu scelta la preziosissima Malachite, la "Pietra dei Faraoni" (i loro copricapi erano sempre orlati di queste pietre, ritenute in grado di dar saggezza al sottostante cerebro), forse (ma questa è una mia malignità..) anche per una questione scaramantica: Questa pietra dal colore di malva e mela verde, infatti, è storicamente (da millenni, eh..) ritenuta un ottimo amuleto per la salute di chi l'abbia ad indossare, il che non guasta mai, no?

B) USO DEL GRAFFITO SUI FIANCHI DEL CAMINETTO.
Altra consuetudine stilistico-decorativa di quel tempo era quella dei graffitaggi, ovviamente floreali, che potete vedere nelle due immagini a destra..
Qui vorrei avere la possibilità di donarvi qualche decina di fotografie, ma il mio vecchio sito (cui sono troppo affezionato e che per ora non si cambia..) mi permette solo cinque immagini in tutto, quindi dovrete fare un qualche sforzo visivo (magari munitevi di lente d'ingrandimento..) per vedere come l'incisore (che artigiani c'erano un tempo !!!) sia riuscito, in molte fogliette, a dare l'idea dell'ombra non attraverso segni di bulino, bensì con un cambio di tono del colore nero in alcune parti che si volevano, appunto, "ombreggiare"..

C) ARCHITETTURA ANTICA E DECORAZIONE "MODERNA".
Contrariamente a quanto possa immaginare il non addetto ai lavori, la maggior parte dei caminetti Art Nouveau o Liberty che si voglia dire si serviva di una architettura (in questo caso Neoclassica, o Luigi XVI, per esser più precisi..) già "collaudata", sulla quale venivano portati i segni decorativi propri della nuova Arte Floreale.
Era questo, un interessante (e secondo me giusto) modo per "traghettare" i nuovi venti Liberty senza troppe scosse architettoniche od estetici traumi. Per meglio comprendere la giustezza di questo operare, dovete tener presente che qui siamo all'inizio di questo nuovissimo periodo stilistico e la gente tutta era da secoli abituata a ben altri e classicissimi modelli d'estetica.

PIU' O MENO, MI PARE D'AVERVI DATO LE INFORMAZIONI PIU' SIGNIFICATIVE SU QUESTO CAMINETTO, AGGIUNGERO' SOLO (IN PARTICOLARE PER I SEMPRE PIU' NUMEROSI "GENOVESI"..) CHE, SEMMAI QUALCUNO VOLESSE COSTRUIRE EX NOVO QUESTO CAMINETTO, INCONTREREBBE DUE NOTEVOLI DIFFICOLTA', DI CUI UNA "INSORMONTABILE":
1) PER CERTE LAVORAZIONI NON ESISTONO PIU' GLI ARTIGIANI IN GRADO DI REALIZZARLE

2) IL COSTO, TRA MATERIALI, SCULTORE ED INCISORE, ANDREBBE LETTERALMENTE ALLE STELLE, SUPERANDO, E DI MOLTO, QUANTO IO CHIEDO OGGI PER QUESTO AUTENTICO "PEZZO DI STORIA DELL'ARTE E DELL'ARTIGIANATO".

CONSIGLIO N° 64 AI MARITI DI ACCOMPAGNO:

Marisa (vostra moglie) e Mario (voi), state aggirandovi nel magazzeno della Artis da ormai un’oretta (ndr: quindi molto oltre le possibilità di resistenza del Mario, il quale può resistere tre ore filate davanti al televisore che manda in onda una partita, anche noiosissima, della Juve, ma dopo venti minuti di “negozio con moglie” è esausto e sta pensando che forse farebbe meglio a chiedere il divorzio..) ed ecco che Marisa sbotta con un “Ascolta, Mario, tra questo camino Bleu Turquin e quello in Bianco Carrara, TU, che preferisci?!” (stava per dire “Tu, che preferiresti?”, ben sapendo che il Mario non ha alcuna possibilità di scelta, ma rapida di mente come solo le femmine sono, decide di non offendere la propria scalcinata metà e di fargli credere che la sua sia una effettiva richiesta di parere).

Mario sente un brivido freddo percorrergli la schiena… “Quello che vuoi tu, tesoro…” balbetta invece di ricercare una risposta che abbia un qualche senso logico…

“Scusa, Mario, ma tu preferisci quello turchino o quello bianco?”

Mario strabuzza gli occhi alla disperata ricerca di una rapida e consistente risposta (la quale, come era accaduto prima, non gli viene neanche a morire..) e dopo qualche interminabile secondo e con fare evidentemente nervoso risponde alla Marisa con un (scelta del tutto casuale e detta senza alcuna convinzione) “…Quello bianco…”.

“Perché?! Cosa c’è che non va in quello turchino?! È l’immediata e rimproverante risposta della dolce sua metà..

Allora il Mario, in un riflesso (pallido, eh..) di residua virilità, risponde alla virago al suo fianco con un.. “Ma se non volevi la mia opinione, perché me l’hai chiesta?!

E TUTTO VA IN MALORA, DI CERTO LA SERATA NON SI CONCLUDERA’ POSITIVAMENTE PER IL MARIO, IL QUALE, INVECE, AVREBBE DOVUTO COMPORTARSI COME DA COPIONE QUI SOTTO, CIOE’ ANDANDO ALL’ATTACCO:

Marisa: “Ascolta, Mario, tra questo camino Bleu Turquin e quello in Bianco Carrara, TU, che preferisci?!”

Mario: “ Tu hai già un’idea, cara?”

Marisa (è presa alla sprovvista, si aspettava la solita inutile quanto casuale preferenza del suo maschietto ed invece viene costretta essa stessa a dare una risposta..): “Ma sì, un’idea ce l’avrei.. Quello turchino si prende bene con le tende che abbiamo in sala ed anche col copridivano di Caleffi che devo ancora spianare, il quale ha i bordi in un velluto dello stesso tono..”

Mario (con affondo conclusivo alla D’Artagnan): “Ottima scelta!! Sarà fantastica la nostra sala con quel caminetto! Mi piaceva anche prima, questo camino, ma adesso che mi hai spiegato questi abbinamenti, mi par d’essermene innamorato!”

QUESTA VERSIONE DI MARIO, STATENE CERTI, PASSERA’ UNA SERATA MERAVIGLIOSA, CON CERTEZZA DI DOPOCENA COME DA TEMPO NON GLI CAPITAVA..

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