005 CAPIENTE (MOLTO) LEGNAIA PER CAMINETTO, REALIZZATA IN LEGNO E LAMINA D'OTTONE RIBATTUTA

€ 1.200,00

Larghezza max 80 - Altezza max 61 - Profondità 47

PREZZO IMPONIBILE € 1200 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")


DI DIMENSIONI PIU' CHE GENEROSE (CON LA LEGNA CHE POTRETE RICOVERARE NEL SUO GREMBO, TRASCORRERETE ANCHE LA NOTTATA CON I VOSTRI AMICI, E NON SOLO LA SERATA.

MA LA SUA GENEROSITA' SI MANIFESTA ANCHE NELLE TANTE SCENE DI VITA CHE VI OFFRE (BEN SEI) DI QUELLO CHE FU IL BEL TEMPO ANDATO.
SI PASSA INFATTI DALLE PIU' CLASSICHE SCENE D'INTERNI FAMIGLIARI (COME QUELLA CHE MOSTRA LA FAMIGLIA AL DESCO) ALLE SCENE DI CORTEGGIAMENTO, FINANCO A GUERRESCHE RAFFIGURAZIONI.
UNO SPACCATO DI VITA MOLTO INTERESSANTE, CERTAMENTE PIU' DI TUTTE QUELLE STUPIDATE CHE CI OFFRONO I MODERNI "TELEFONINI".

GALLES, FINE OTTOCENTO/PRIMI NOVECENTO, BUONA CONSERVAZIONE GENERALE.

QUALCHE DECENNIO FA HO SCRITTO UN ARTICOLO SU QUESTE PARTICOLARI CASSETTE (NASCONO COME INDISPENSABILI DONI DI NOZZE, LO SAPEVATE?) SU DI UNA PATINATA RIVISTA D'ARREDO, ECCOLO: 

La cassetta di Rebecca

Oggi vi conto una storia, una storia “piccola”, forse, ma una storia che vi porterà indietro nel tempo, in pieno ottocento, in epoca di feuilleton, di dame e pizzi, una storia fatta di raffinatezze e delicatezze che, non stupitevi, voi potrete far vostre!

Che c’entran tutte queste cose con un articolo sui camini antichi?!

Abbiate un poco di pazienza e capirete..

La signorina Rebecca Hamilton, borghese giovinetta inglese, andava quel giorno in sposa al suo conterraneo Jacob Hopkin, figlioccio di un dirigente di banca. Tutto era pronto per il banchetto che si sarebbe tenuto presso la casa di campagna di papà Hopkin a mezzogiorno di quel sabato 28 luglio 1870.

Rebecca viveva passo passo tutti i momenti di quel rito nuziale, cercando di assaporare i piaceri che, a detta di tutte le femmine del suo paese, doveva dare il miracoloso giorno del matrimonio. Ed uno di questi piaceri consisteva nell’ammirare e censire tutti i doni ricevuti dai suoi parenti e da quelli dello sposo, doni accuratamente disposti in una di quelle larghe e fresche stanze di campagna.

Alcuni di quei doni avevano fattezze simili e simili dorati luccichii. Non eran gioielli, ma doni caratteristici ed immancabili, almeno in congiungimenti tra persone di quel livello sociale, erano “cassette nuziali inglesi”. Di varia misura, erano realizzate in legno rivestito generalmente da una lamina di ottone ramato la cui superficie veniva battuta e ribattuta, lavorata sino all’apparire di scene navali o campestri, epiche o storiche oppure, più prosaicamente, di scene di normale vita familiare. A che servivano (teniamo presente che una donzella di “buona famiglia” poteva riceverne anche parecchie..) tutte queste cassette? La più piccola serviva per ricoverarci le scarpe nei periodi di non utilizzo (quanto valevano le scarpe a quei tempi, se ad esse veniva dedicato addirittura uno “scrigno”?), in quelle di media grandezza andavano le vestimenta, più o meno intime, più o meno delicate. Nella più grande, segno d’auspicio ed abbondanza, andava, sempre, il carbone.

Continuate a non capire?!

Vabbè, io vado avanti con la mia storia…

Rebecca aveva un compito, ora, il compito di scegliere la cassetta nella quale, vita natural durante, lei avrebbe messo il carbone necessario alla giornata. Un pugno di carbone, due, tre ore di calore assicurato e necessario a riscaldarla nell’attesa del ritorno maritale, attesa impiegata (bei tempi, quelli!) a rammendar calze, a rassettar la casa ed a preparare il desco. E Rebecca scelse la cassetta più grande, “quella con le navi”, cosicché, se proprio la sua vita da quel momento in poi sarebbe trascorsa tra quelle quattro mura, almeno guardando quelle scene di vascelli a vela spiegata verso esotici mondi lontani, lei si sarebbe sentita in viaggio con la fantasia.

Oggi queste “cassette nuziali inglesi” noi non le usiamo più per il carbone, oggi le abbiamo “riciclate” per mettervi la legna di una serata con gli amici, legna che, lo sa bene chi possiede un camino, non si sa mai dove “nascondere”. Con il suo notevolissimo carico decorativo, la cassetta di Rebecca ci risolve un problema d’arredo, ci regala al solo guardarla un momento “estetico”, e …perché no, ci riporta un poco indietro nel tempo, in un tempo in cui anche il povero, nero carbone, trovava di che nobilitarsi in quella sede dorata.

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