005GH CAMINETTO "MAJORELLE" D'EPOCA ART NOUVEAU / ART DECO' IN GHISA D'ARTE

€ 2.800,00

Larghezza max 105 - Altezza max 102,5 - Larghezza bocca 68,5 - Altezza bocca 69 - Profondità 6 cm

PREZZO IMPONIBILE € 2800, CONSEGNA A CARICO NOSTRO
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")

Quel giorno di fine ottocento l'architetto Louis Majorelle stava passeggiando per le vie di Parigi quando, alzando gli occhi verso un cielo terso, rimase folgorato da una di quelle riquadrature di finestra proprie delle mansarde parigine, una particolare finestra da abbaino (quasi sempre realizzata in lamiera e piombo) che i francesi appellano “oeil de boeuf”. 

SCORRENDO LE FOTOGRAFIE SINO ALLA FINE, TRA LE PENULTIME DELLA LISTA TROVERETE IMMAGINI DI ABBAINI PARIGINI OEIL DE BOEUF, COSI' LA COMPRENSIONE DELLO SCRITTO QUI SOPRA SARA' CHIARISSIMA. 

No, non che il distinto signor Majorelle fosse un guardone interessato agli affari altrui, il suo mirare aveva ben altri e più alti scopi, in quel preciso momento lui aveva immaginato come trasformare quella curvilinea forma in un oggetto d’arredo tra i tanti che lui stesso disegnava e produceva. Sì, ne avrebbe fatto un….  caminetto!

SEMPRE AL TERMINE DELLO SCORRIMENTO IMMAGINI, ALL'ULTIMO POSTO TROVERETE IL PIU' IMPORTANTE MODELLO DELLA FAMIGLIA "OEUIL DE BOEUF" DISEGNATO DAL NOSTRO MAJORELLE.
SI TRATTA DI UN ESEMPLARE IN PREZIOSO MARMO BIANCO, MODELLO CHE, PRENDENDO SPUNTO DALLA LINEA DEI PARIGINI ABBAINI, GIUNGE A DAR LORO LA CORPOSITA' ETEREA (un contrasto di parole, questa "corposità eterea" ma come rende bene il concetto!!), ONIRICA E SOGNANTE DI UNA... NUVOLA!!

NON CHE IL NOSTRO IN GHISA SIA DA MENO, OGNI CATEGORIA HA I SUOI PRIMI ED ULTIMI, ED IL NOSTRO OEUIL DE BOEUF MAJORELLE IN GHISA E', NELLA SUA CATEGORIA, CERTAMENTE UNO DEI PRIMI DELLA CLASSE. 

Beh, a questo punto sarete incuriositi dalla figura del nostro Louis, no? 
Quindi si rende necessario dire due cose su questo signor architetto a maggiore comprensione di quanto vedremo o leggeremo in questo articoletto.

L’architetto Louis Majorelle nasce a Nancy nel 1859 da Auguste, produttore ottocentesco di mobili, dal quale erediterà la fabbrica e la voglia di costruire gli oggetti (mobili, lampade, oggetti in metallo e vetro, camini etc..) che egli stesso disegnava. Tanto per comprenderne l’importanza artistica diremo che Louis è discepolo e collaboratore di Gallé (che supererà in tecnica), scopre ed incoraggia Henri Sauvage (il più famoso architetto francese tra l’ottocento ed il novecento), costruisce Villa Majorelle, l’immobile Liberty per eccellenza, immobile che oggi rappresenta una cornucopia per i giovani architetti di tutto il mondo desiderosi di studiare detto stile. Per finire dirò che il nostro Louis ha fondato (insieme al Gallé) la “Ecole de Nancy”, vera e propria fucina dei più importanti artisti europei di quell’epoca.

Ma lo spazio è tiranno, torniamo quindi all’oggetto del nostro scrivere, al nostro “occhio di bue” mutatosi da finestra per mansarda a cornice per focolare  dopo aver traversato la mente fervida del nostro Louis..

E prima ancora di cercare di analizzarne le sue originalissime forme, vorrei farvi notare come questo manufatto (perché, sia ben chiaro, questa fusione, come tutte le fusioni artistiche, era realizzata completamente a mano, stampi di terra finissima e tanta bravura del maestro fonditore) sia stato concepito più come una scultura che non come un caminetto. 

Il tondo e il convesso dominano in questa opera, del tutto estranea a qualunque precedente dettato decorativo, pura rivoluzione, pura Libertà espressiva, puro, appunto, sogno.

Insomma, il nostro Majorelle, pur capostipite dei moderni stilisti che per vil danaro tutto firmano e tutto producono (dalle piastrelle di Sassuolo agli occhiali da sole, mancano solo i bigodini...) ed in quanto tale proprietario  della “Maison Majorelle” (questo il nome della sua fabbrica, fabbrica, pensate, i cui battenti saranno chiusi dagli eredi solo nel 1956..), il nostro Majorelle, dicevo, aveva maggiormente a cuore il risultato artistico della sua produzione che non quello più meramente pratico od economico.

Le definizioni di Liberty si sprecano, a me piace sopra tutto questa: “E’ Liberty lo Spirito Artistico che, liberandoci dalle forme accademiche, riesca a creare qualcosa di bello e di utile per tutti”.

Ditemi voi se il nostro Louis non abbia idealmente abbracciato e praticamente espresso questa moderna definizione quando ha sortito questo utilissimo e bellissimo manufatto!

TROVERETE QUESTA STESSA SCHEDA NELLE SEGUENTI SEZIONI DEL NOSTRO SITO:

A) CAMINI IN GHISA (PERCHE' IN GHISA, SEPPUR ARTISTICA, E' STATO REALIZZATO);
B) CAMINI LIBERTY (PERCHE' DI "FLOREALE" HA MOLTO)
C) CAMINI DECO' (IL PERIODO E' QUELLO, E LA SUA ARCHITETTURA ANCHE)

INSOMMA, QUI SIAMO, COME BEN SCRITTO NEL TITOLO DI QUESTA SCHEDA, TRA LIBERTY E DECO', SIAMO IN QUELLA FANTASTICA ZONA D'ARTE CHE I FRANCESI (I PIU' RAFFINATI AL MONDO IN FATTO DI STILISMO, CHECCHE' SE NE VOGLIA DIRE) CHIAMANO, INDISTINTAMENTE, "ART NOUVEAU".

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