915 MONUMENTALE CAMINO PRIMI NOVECENTO (PERIODO LIBERTY)

€ 10.500,00

Larghezza max 266 Altezza max 216 Larghezza bocca 155 Altezza bocca 163 Profondità 57
PREZZO IMPONIBILE € 10500 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")

MONUMENTALE (ATTENZIONE, E' QUASI 3 METRI DI LARGHEZZA PER PIU' DI 2 METRI DI ALTEZZA) CAMINETTO D'EPOCA PRIMI NOVECENTO (PERIODO LIBERTY), SCOLPITO IN BLOCCHI INTERI DI PIETRA DORATA DI VICENZA SECONDO I CANONI "MANIERISTI", PROVENIENZA LOMBARDIA (BRESCIA), OTTIMA CONSERVAZIONE GENERALE.

Non abbiamo ancora trovato il tempo di montarlo, questo fascinosissimo camino, ci servirà almeno una mezza giornata e dovremo essere in 4 o 5 persone, ma non ho resistito al mostrarvelo anche se è così, sdraiato a terra, apparentemente abbandonato.. Non gli ho neppure tolto le foglie, ormai accartocciate, che il mio ippocastano centenario (è stato piantato nell'anno 1900) ha regalato alle superfici di questo importante esemplare di scultura "manierista".

SUI TERMINI "MANIERA" E "MANIERISMO", COSI' IMPORTANTI PER COMPRENDERE LA SCULTURA DEL NOSTRO ESEMPLARE, LASCIO LA PAROLA A WIKIPEDIA:

Il termine "maniera" è presente già nella letteratura artistica quattrocentesca ed era sostanzialmente sinonimo di stile (stile di un artista, stile dominante in un'epoca...). Con tale accezione venne ripreso da Vasari, nella cui monumentale opera (Le Vite) inizia ad assumere un significato più specifico e, per certi versi, fondamentale nell'interpretazione dei fenomeni artistici. Nella terza parte della Vite lo storico aretino inizia a parlare della "Maniera moderna" o "gran maniera" dei suoi tempi, indicando in artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello i fautori di un culmine della progressione artistica, iniziata come una parabola ascendente alla fine del Duecento, con Cimabue e Giotto. Agli artisti del primo Cinquecento attribuisce infatti il merito di essere arrivati a una perfezione formale e a un ideale di bello in grado di superare gli "antichi", cioè i mitici artefici dell'arte classica, e la natura stessa. Vasari si raccomandò dunque, ai nuovi artisti, di riferirsi a questi modelli per acquisire la "bella maniera"[1].

Il significato di "maniera", dunque positivo nell'opera vasariana, venne poi trasformato in "manierismo" nei secoli XVII e XVIII, assumendo una connotazione negativa: i "manieristi" erano infatti quegli artisti che avevano smesso di prendere a modello la natura, secondo l'ideale rinascimentale, ispirandosi esclusivamente allo stile dei tre grandi maestri: la loro opera venne così banalizzata come una sterile ripetizione delle forme altrui, veicolata spesso da un'alterazione del dato naturale, fortemente biasimata.

Per assistere a un cambiamento di rotta sul giudizio di questa fase si dovette attendere il primo Novecento, quando si iniziò a guardare al "manierismo" (termine ormai consolidato) con un'altra luce, che evidenziava le componenti anticlassiche di tale movimento, la loro eleganza superiore alla "Natura" e la loro straordinaria modernità, intesa come emancipazione dai coercitivi canoni classici che anticipava nello spirito le avanguardie del XX secolo.

Fatta tutta questa enciclopedica dissertazione sulle modalità di scultura di questo manufatto, veniamo a considerazioni più terricole, cerchiamo di comprendere l'animo di questa scultura, il suo "come nasce", insomma cerchiamo di capirla un poco di più di quanto ci offra il suo vederla....

La villa in cui era situata era una villa settecentesca, di quelle, tanto per intenderci, alle quali si accede tramite un viale ghiaiato ed adornato da piante secolari e statue a grandezza naturale..
Fantastico, tutto fantastico..
Però, dato che il nostro caminetto non era coevo alla costruzione della villa stessa, i nuovi proprietari, appartenenti alla categoria dei "duri e puri", han deciso di togliere questo bellissimo ed artisticissimo caminetto dalla loro troppo più antica magione.. E così noi l'abbiamo avuto in cambio di lavori di manutenzione sugli altri camini oltre a rifacimenti di comignoli. Forse uno dei costi più grandi è stato il suo smontaggio, operazione per la quale abbiamo addirittura dovuto puntellare il soffitto sino al momento del consolidamento del muro al quale era stretto il nostro caminetto.
Questa la sua storia ultima.
L'altra storia, quella iniziale, possiamo solo immaginarla, così:
Un bel giorno, in questo salone piano terra in cui avveniva il primo ricevimento dei visitatori di questa villa, il suo proprietario dell'epoca (anni '20 o '30) decise che, oltre ad una serie di appendiabiti, oltre ad un mastodontico armadio ed oltre a qualche divanetto qui e là appoggiato alle pareti, un bel camino avrebbe certamente ben riscaldato (magari non solo visivamente) il primo giungere di un ospite...
Bella idea, che c'è di meglio, per un ospite, d'esser ricevuto dal padrone di casa nel modo più confortevole possibile?!

Ecco, mi verrebbe da dire che tra i due proprietari di questa fantastica villa, quello "bella époque" e quello del terzo millennio, io voto, con gran battimani, per il più antico dei due!!

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