908 CAMINETTO "SALVATOR ROSA" IN PIETRA BIANCA DI FIRENZUOLA

€ 2.600,00

Larghezza max 120 - Altezza max 111 - Larghezza bocca 88 - Altezza bocca 94 - Profondità pianale 16

PREZZO IMPONIBILE € 2600 COMPRESA CONSEGNA
("IMPONIBILE" STA PER "+ IVA 4%, 10% o 22% A SECONDA DEI CASI")


QUESTO ESEMPLARE FA PARTE DI UN LOTTO DI BEN QUATTRO CAMINI "SALVATOR ROSA" (TUTTI DI DIVERSA LARGHEZZA, DAI CM 120 CIRCA AI CM 150 CIRCA) POSTI IN UN AGRITURISMO SULLE COLLINE VERONESI, ORA DISMESSO.


NON POSSIAMO DEFINIRLI "ANTICHI" (TRA L'ALTRO NELL'ANTICHITA' VENIVANO REALIZZATI ESCLUSIVAMENTE IN BEN ALTRE E PIU' GENEROSE DIMENSIONI) PERCHE' LA LORO ETA' VA INTORNO A QUELLA CHE OGGI DEFINIREMMO "LA MEZZA ETA' " PERO' LI HO ACQUISTATI LO STESSO IN QUANTO SONO STATI SCOLPITI A MANO E NON ATTRAVERSO L'AUSILIO DI MACCHINARI QUALI FRESE O PANTOGRAFI "A CONTROLLO NUMERICO".
SALVO IL TAGLIO RETROSTANTE, TUTTO IL RESTO E' RICAVATO, TRA NUVOLE D'ARTISTICA POLVERE, DALLA MANO ESPERTA D'UN BRAVO SCALPELLINO.

E' stato scolpito in quella che è, secondo me e secondo moltissimi altri estimatori, la miglior Pietra Arenaria Italiana, e cioè la cosiddetta "Bianca di Firenzuola", la quale bianca non è ma é, tra tutte le pietre arenaria dette "Serena", probabilmente la cavazione dal tono più chiaro. Grigio sì, ma chiaro. 

D'epoca anni '60/'70, ha una architettura facilmente riconducibile allo stile di fine Rinascimento appellato "Salvator Rosa". Un Salvator Rosa, stavolta ed al contrario di altri esemplari simili di questo lotto, assolutamente scevro da qualunque aggiunta decorativa, potremmo dire un "Salvator Rosa Stilisticamente Purissimo".

LE CONDIZIONI GENERALI DI QUESTO CAMINETTO SONO DEFINIBILI, SE NON PROPRIO "OTTIME", CERTAMENTE "BUONE". SEGNI DEL TEMPO SULLE SUE SUPERCI VE NE SON DIVERSI, ROTTURE NESSUNA.

IMPORTANTE NOTA SULLE MODALITÀ' DELLA CONSEGNA/INCOMPRENSIONI AL MOMENTO DELLO SCARICO

Ho deciso di scrivere questa nota al paragrafo delle consegne in quanto, sempre più spesso, AL MOMENTO DELLO SCARICO, si verificano delle incomprensioni (che poi diventano le telefonate - in sede od al mio collaboratore consegnatario - di cui faccio sotto la trascrizione) del tipo:

A) "Ma io credevo che il vostro dipendente il camino me l'avrebbe portato sino in casa" (Il signore in questione abitava al quarto piano senza ascensore ed il camino aveva parti del peso di circa un quintale cadauna);

B) "Ma come, lei non me lo monta compreso nel prezzo?!" (Il "montaggio" d'un camino può variare, a seconda delle  mille modalità possibili, dai 700/800 € sino ai 3-4000 € e magari qual camino costava 1500 €..);

C) Il nostro dipendente consegnatario (che da più di vent'anni a questa parte spende giornate al telefono solo per cercare (giustamente, no?) di soddisfare al massimo le esigenze di tempo dei clienti), spesso si trova alle prese con una cliente con la quale, ad esempio, aveva concordato il rendez-vous per la consegna alle 16 del pomeriggio, la quale cliente, dimentica dell'orario stabilito, come nulla fosse, gli dice.. "Beh, porti pazienza ma io prima delle ore 20 non sarò a casa, si figuri che devo ancora passare dalla parrucchiera";

D) Si è concordato un pagamento in contanti tra noi ed il cliente al momento dell'acquisto. Poi, al momento della consegna (da tener presente che noi concordiamo il giorno e l'ora della consegne ALMENO tre giorni prima con il cliente) il cliente non ha i contanti concordati e magari sfodera un assegno delle Poste Italiane (i più falsificati al mondo!!). Così, se va bene, il nostro dipendente deve aspettare che il cliente vada in banca a fare il prelievo che non aveva fatto prima oppure il mio collaboratore deve ricaricare il tutto e perdere magari mezza giornata oltre a tutte le spese che una trasferta comporta (E SON TANTE, CREDETEMI!);

MORALE DELLA FAVOLA/CONSIDERAZIONI PER EVITARE CHE CERTE SITUAZIONI NON SI DEBBANO PIU' VERIFICARE:

Nel caso A) i clienti hanno evidentemente travisato il concetto di "CONSEGNA" mutandolo in "PRETESA DI PRESTAZIONE DA SCHIAVO EGIZIANO". A questo proposito rammento a questi signori che la schiavitù finisce con Lincoln nel secolo XIX° e che, salvo non ci sia un ascensore utilizzabile (nel qual caso il mio dipendente farà il possibile per portare sino all'appartamento le varie parti del camino), il sollevamento di oggetti così importanti, FATTI SALVI I CONTRATTI DI TRASLOCHI,  è a carico dell'acquirente. Come da Usi e Costumi civilissimi in vigore in Italia più o meno da un centinaio d'anni.

Nel caso B) invece, il cliente confonde un termine singolo e semplicissimo quale "CONSEGNA" con una frase complessa quale "CONSEGNA CON PRINCIPESCO REGALO ANNESSO".

Nei casi C) e D), che accomuno, la dimenticanza o la sottovalutazione di un impegno preso diventa MALEDUCAZIONE soprattutto nei confronti di chi lavora, magari distante centinaia di km da casa, magari costringendo il mio dipendente a far brutte figure con il cliente che sta aspettando la consegna successiva.

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