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006 (0081)
Larghezza max 124 - Altezza max 110 - Larghezza bocca 89 - Altezza bocca 85 - Prof. pianale 37
PREZZO IMPONIBILE € 2.800 COMPRESA CONSEGNA
CAMINETTO LUIGI XVI "DEMI-LUNE" IN MARMO "BRECCIA MEDICEA", EPOCA NAPOLEONE III (1860-80), PROVENIENZA PARIGI, QUALCHE RESTAURO, RESOSI NECESSARIO AL FINE DEL SUO MONTAGGIO, MA SENZA SOSTITUZIONE DI PARTI MARMOREE ORIGINALI.
Il modello Demi-lune nasce in epoca Napoleone III, intorno al 1850-55, nel tentativo, stilisticamente riuscito, di realizzare qualcosa che somigliasse al più antico “Luigi XVI a colonna”, camino di un secolo precedente. Verrà costruito, trovando notevole successo commerciale, per tutto il ventennio successivo, sino all’avvento dell’Art Nouveau, momento nel quale si verifica un vero e proprio “ribaltone” stilistico che culmina nell’abbandono dei “vecchi” stilemi a vantaggio del nuovo vento "floreale"..
Sostanzialmente si può (e si deve..) dire che questo graziosissimo modello è l'unico caminetto che possa definirsi "D'EPOCA E STILE NAPOLEONE III", in questo periodo, infatti, e pur senza l'idea di star costruendo dei falsi, i caminetti in voga erano per lo più rifacimenti stilistici Luigi XVI.. Il Demi-Lune, pur nascendo da una "idea" Luigi XVI, ha tante e tali differenze costruttive e stilistiche che ne hanno sortito una personalità propria ed inconfondibile.
Io definisco spesso "bisex" questo caminetto in quanto contiene in sé sia l'aspetto strutturale mascolino e neoclassico, sia la femminile dolcezza delle sue spalle arrotondate..
NOTE SUL PREZIOSO MARMO DI QUESTO ANTICO CAMINETTO:
La breccia medicea è un marmo utilizzato fin dal tempo dei romani e largamente usato in Toscana soprattutto nel XVI secolo, prevalentemente in rivestimenti e decorazioni.
Si tratta di una pietra ornamentale ampiamente venata e che presenta varie sfumature di colore dal violetto al verde con macchie gialle, rosse, grigie, di dimensioni molto variabili. Viene detta "medicea" sia perché ebbe il suo massimo uso sotto Cosimo I de' Medici, sia perché il granduca aveva il monopolio delle cave di Seravezza e pertanto fece di questo marmo variegato uno dei simboli del suo potere, facendolo utilizzare nel coro del Duomo di Firenze, in Palazzo Pitti , nella vasca di Piazza della Signoria e nelle Cappelle medicee. Fu usata anche per la costruzione di monumenti disseminati per la città come i due obelischi di piazza Santa Maria Novella, la colonna di piazza San Felice e la Fontana del Nettuno in piazza della Signoria.
Questa pietra ornamentale presenta diversità di aspetto tra una cava e l'altra ed anche all'interno della stessa cava in giaciture poste a livelli diversi. Per questo motivo, con il perdurare dello sfruttamento delle cave nelle diverse epoche, si sono succedute varietà del marmo di aspetto piuttosto differente. Per la produzione più recente si utilizza il termine "breccia di Stazzema".
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