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V. ARCHIVIO 007AG
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Quanto vi sto per raccontare pare una favola, ed invece è realtà, bella, fascinosa, elegante, piacevolissima realtà, una di quelle cose per cui val la pena vivere, e lavorare.. Magari quel "lavorare" ci stona, almeno nel mio caso, visto che io pagherei, per poter continuare a fare quello che gli altri chiamano "il mio lavoro", e non rinuncerei ad esso neppure per tutto l'oro d'un arabico sultano.. In fondo la mia vita è una specie di fiaba senza fine, o meglio, una sequenza ininterrotta di storie fantastiche, come quella che vi narro ora e che ha per protagonista il camino oggetto di questo commento:
Daniel è forse il più "antico" tra i raccoglitori parigini che mensilmente scovano per me qualche caminetto che poi mettono da parte in attesa dell'arrivo del mio furgoncino.. Come personaggio d'una fiaba è..azzeccatissimo.. Daniel, infatti, ha una storia che da sola meriterebbe un libro.. Il suo soprannome è "Zig", vocabolo che per i francesi equivale a "Buon uomo" o "Uomo giusto", l'eroe giusto per una fiaba, insomma..
Di fisico asciuttissimo che pare un'aringa e di piccolissima altezza, conserva nei suoi occhi di ottantenne (e passa..) un brillio che ti infonde, subito, fiducia, come capita solo negli uomini di una volta, genia ormai e purtroppo quasi del tutto scomparsa..
Recentemente è finito alla televisione, intervistato per via dei suoi trascorsi partigiani e per l'aver fatto parte, nell'immediato dopoguerra, dei fondatori del mercato delle Pulci parigino, oggi il più importante al mondo (ben 4000 negozi d'antiquariato tutti insieme, incredibile!!). E sapete con che ha cominciato, il nostro Zig, il suo esser "commerciante"?!
Con le armi, che ben conosceva per la sua militanza antinazista, e che in quel momento si trovavano in abbondanza..
Ma presto, per mia fortuna, Zig si è dedicato alla passione che poi ha travolto felicemente la sua vita: I caminetti antichi.
Tornando alla storia del nostro camino, qualche settimana fa Zig mi chiama... Lo sento eccitato e tra le frasi rapidissime del suo gramelot (ma perchè i francesi parlano così velocemente?!) riesco a percepire "Champs-Élysées"... "Marbre Statuaire"... "Exceptionnel"... Ma soprattutto capisco dalla sua foga che è davanti ad un ritrovamento senza precedenti.. Mi ha chiamato perchè vorrebbe comprarlo, questo caminetto, ma.. non ha sufficienti danari nella tasca (sta ristrutturando il suo appartamento a Montmartre e si è ormai svenato per quello..)..
Comunque, lui non mi ha mai tradito, ed io gli confermo che partirò subito, che vada quindi dal proprietario e gli dia la caparra che può dargli, quel caminetto, qualunque esso sia, io lo comprerò.
Nella notte faccio il viaggio per Parigi e la mattina sono, con Daniel, davanti ad un meraviglioso palazzo degli Champs-Élysées... Suoniamo, ci aprono il portone, e mentre io sto cercando con gli occhi l'ascensore, Daniel mi fa cenno di aspettare, il caminetto non è nell'appartamento, ma nella "cave".. In cantina?! "Oui" mi dice Daniel, e mi spiega che quel caminetto è in quella cantina forse da più di trent'anni, da quando una ristrutturazione ha costretto l'antico proprietario a smontarlo..
Arriva colui che aspettiamo e scendiamo di qualche gradino per andare in un mondo sotterraneo che a noi, abituati a garages ripieni di macchine e puteolenti motorini d'ogni fatta, pare innaturale.. A questo punto è d'uopo sapere che a Parigi non esistono, come da noi, garages in ogni condominio, e le poche rampe che t'invitano a ricoverare la tua auto al coperto sono in genere pubblici parcheggi (a pagamento, ovviamente..). A Parigi, però, esistono SEMPRE ampie cantine nelle quali, oltre alle immancabili e numerosissime biciclette, è possibile trovare veri e propri tesori, lì accumulatisi ritrutturazione su ristrutturazione..
Scendiamo, quindi, e via via che facciamo quegli scalini l'aria si fa più tiepida e rassicurante.. L'uomo che è con noi, al fine, ci apre la porta di uno stanzone in cui la polvere la fa da padrona, ed alla luce fioca di una altrettanto antica lampadina, i miei occhi allenati e desideranti vedono subito il tesoretto di cui uno Zig affannato mi aveva parlato al telefono: E' il più bel camino Luigi XVI che io abbia visto negli ultimi cinque anni ed uno dei caminetti più belli della mia vita!
E' smontato, appoggiato ad un antico trave di legno di rovere lì conservato in caso di bisogna... Ho già visto che le sue parti ci son tutte, è del tutto immacolato, perfettamente conservato, necessita solo di esser rimontato, ed ora che sono tranquillo sul fronte della sua integrità posso dedicarmi per qualche momento ad assaporarne la bellezza.. E' un momento magico, questo, che vale una Mecca, e che io mi godo in un silenzio religioso.. carezzo quei bocciuoli di rosa che paiono dischiudersi, come offrendosi, ai miei toccamenti, e quelle margherite che paion vere, financo carezzo quel volto femmineo ai lati del frontale... Non sono un feticista, ma non posso fare a meno di sfiorare anche i piedini, così finemente scolpiti, di quel caminetto...
Pago e carico, insieme a Zig, quelle lastre che un antico ed eccezionale scultore di Pietrasanta ha fatto vivere in quel lontano 1860, avrò tempo, a casa, di godermi questo splendore bianco e puro, avrò tempo di assistere alla sua rinascita, quando, momento per momento, rimetterò insieme quelle parti ora divise e ridarò loro quella unitarietà che avevano, tanti decenni fa, perduto..
La favola finisce con un colloquio (che nessuno dei mie accompagnatori ha sentito..) intercorso tra me e quei marmi proprio mentre li caricavamo sul mio furgoncino, colloquio che, più o meno, si è svolto così:
Maurizio (con fare calmo e suadente..): "Lo so, in quella cave non stavate male, eravate tranquilli, al tiepido, e magari vi sentivate anche protetti.. Lo so che ora io posso apparirvi come l'Orco Nero che in ogni fola che si rispetti rapisce i bimbi e li porta via, ma... non è così, io voglio solo il vostro bene, e vi curerò, vi farò veder la luce e vi darò un padrone che vi scalderà e si prenderà cura di voi.. Non temete, non sonoo l'orco Cattivo.."
I Marmi (un poco rassicurati..): "Davvero, Maurizio, farai questo? Uhmm .. cominciamo già a crederci... Che bella la luce, sai, era da tanto che non la vedevamo... Maurizio, ti crediamo, vogliamo crederti, in fondo cominciavamo ad annoiarci in quel buio ed in quel silenzio... Però devi prometterci una cosa, che ci troverai un padrone che ci voglia bene, d'accordo?!"
Maurizio (ora più in confidenza..): "Ma certo, mica vi venderò al primo venuto, valuterò insieme a voi i pretendenti alla vostra mano, e fin che non troveremo la persona giusta, quella che vi possa del tutto comprendere ed apprezzare, voi starete con me, ve lo giuro!!"
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